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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Accertamento dell’ammontare della retribuzione ‘fuori busta’ – Ammissibilità della prova testimoniale
06
ott
2021

Il lavoratore che riceve denaro ‘fuori busta’ dal datore di lavoro può provare tale circostanza per testi al fine di essere ammesso allo stato passivo del fallimento della Società datrice per i crediti maturati a titolo di differenze trattamento di fine rapporto (TFR), calcolato sui maggiori emolumenti percepiti ‘fuori busta’.

 

È, infatti, ammissibile la prova testimoniale per dimostrare di aver sempre percepito una parte della retribuzione fuori dalla busta paga.

In particolare, sono ammissibili i capitoli di prova che:

-        precisino le modalità di i) tempo, cioè la periodicità o l’occasione in cui il denaro è stato dato ‘fuori busta’, e ii) luogo (precisando, ad esempio, se il denaro sia stato consegnato per mezzo di una busta separata, unitamente alla busta paga);

-        consentano di determinare l’ammontare dell’importo percepito irregolarmente dal lavoratore.

Se confermati dai testi, i fatti riportati nei capitoli di prova sono idonei a determinare un fondato convincimento del giudice, rivelandosi pertanto decisivi ai fini dell’accoglimento della domanda di ammissione allo stato passivo del fallimento della Società datrice di lavoro per i crediti maturati a titolo di differenze TFR, calcolato sui maggiori emolumenti percepiti appunto ‘fuori busta’.

 

(Corte di Cassazione, sentenza 10 settembre 2021, n. 24510)