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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Accordo 9 marzo 2018: verso un nuovo modello contrattuale
14
mar
2018

Con la sigla dell’Accordo 9 marzo 2018, CONFINDUSTRIA e CGIL, CISL e UIL hanno definito i contenuti e gli indirizzi delle relazioni industriali e della contrattazione collettiva, prefissando, al fine di dominare i processi di profondo mutamento del comparto, tre obiettivi principali: la condivisione di una coordinata strategia di sviluppo (privilegiando il ruolo della innovazione, della formazione e della ricerca), la promozione di un mercato del lavoro dinamico e l’avvio di una fase di relazioni sindacali innovative improntate a favorire forme partecipative.

L’Accordo 9 marzo 2018 si propone altresì di favorire regole chiare e condivise in materia di certificazione della rappresentanza (anche della parte datoriale), coinvolgendo il CNEL e auspicando il potenziamento di una banca dati sulla contrattazione collettiva che consenta di contrastare con maggiore efficacia il fenomeno del ‘dumping contrattuale’.

E’ confermato l’assetto contrattuale, articolato sul livello nazionale e aziendale (o territoriale, ove esistente); il primo è volto a garantire una ‘coerenza di sistema’ e trattamenti economici (minimi tabellari e trattamento economico complessivo) e normativi comuni applicabili ai lavoratori di uno specifico settore; il secondo assicura la competitività delle imprese e la valorizzazione del lavoro.

Le relazioni industriali focalizzeranno la propria azione prioritariamente sugli elementi ed ambiti della contrattazione di seguito indicati: welfare, formazione e competenza, sicurezza sul lavoro, mercato del lavoro e partecipazione (anche rispetto alla definizione degli indirizzi strategici dell’impresa).