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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Attività di contrasto al ‘dumping contrattuale’ da parte dell’INL
22
giu
2018

L’INL ha reso noto che è in corso di svolgimento l’attività d’ispezione volta a contrastare il fenomeno del ‘dumping contrattuale’, con particolare riferimento al settore del Terziario e coinvolgendo, ove necessario, l’imprenditore o datore di lavoro committenti.

 

Con notizia 20 giugno 2018, l’Ispettorato nazionale del lavoro (INL) ha reso noto che, facendo seguito a quanto già dichiarato nella propria circolare 25 gennaio 2018, n. 3, è in fase di svolgimento l’attività ispettiva volta a contrastare il fenomeno del ‘dumping contrattuale’ rivolta, in particolare, al settore del terziario, nel cui ambito sono state riscontrate numerose violazioni con riferimento i) alla fruizione di misure incentivanti legate all’assunzione di lavoratori subordinati e ii) all’applicazione di misure di flessibilità, ammissibili solo nell’ipotesi in cui il contratto collettivo di lavoro applicato dal datore di lavoro sia stato stipulato dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

 

Pertanto, nell’ipotesi in cui il datore di lavoro non applichi la disciplina contrattuale riconducibile alle intese raggiunte dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, lo stesso non ha titolo a beneficiare di misure agevolative legate all’assunzione di lavoratori subordinati né ad adottare misure di flessibilità in sede d’assunzione.

 

A mero titolo esemplificativo, si consideri infatti che:

-        ai sensi dell’articolo 1, comma 1175 della Legge 23 dicembre 2006,n. 296, ‘i benefici normativi e contributivi previsti dalla normativa in materia di lavoro e legislazione sociale sono subordinati al possesso, da parte dei datori di lavoro, del documento unico di regolarità contributiva, fermi restando gli altri obblighi di legge ed il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale’;

-        per effetto dell’articolo 2, comma 25 della Legge 28 dicembre 1995, n. 549, ‘la retribuzione da assumere come base per il calcolo dei contributi  previdenziali ed assistenziali è quella stabilita dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative nella categoria’.

 

L’INL ha dichiarato che gli organi di vigilanza provvederanno a contestare le violazioni accertate, rilevando eventuali omissioni contributive, irrogando le sanzioni amministrative previste e disponendo la trasformazione a tempo indeterminato dei rapporti di lavoro flessibili illegittimamente instaurati.

 

Inoltre, giusto quanto disposto dall’articolo 29, comma 2 del D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276, le contestazioni comporteranno l’eventuale coinvolgimento di imprenditori e datori di lavoro committenti, chiamati a rispondere in solido con le imprese (appaltatrici e subappaltatrici) ispezionate.