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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Buoni pasto – Regime d’esenzione e modalità di utilizzo
18
feb
2019

Ai fini dell’applicazione del regime d’esenzione previsto con riferimento ai buoni pasto, non assumono rilievo le modalità d’utilizzo degli stessi da parte del lavoratore, anche quando questi ne utilizzi contestualmente in numero superiore a 8.

 

L’Agenzia delle Entrate ha precisato che ‘il divieto di cumulo oltre il limite di otto buoni pasto previsto dalla lettera d) del comma 1 dell’articolo 4 del D.M. 7 giugno 2017 n. 122, non incide, ai fini IRPEF, sui limiti di esenzione dal reddito di lavoro dipendente – rispettivamente di 5,29 euro e 7 euro giornalieri per i buoni pasto elettronici – previsti dall’articolo 51, comma 2, lettera c) del TUIR’ (principio di diritto del 12 febbraio 2019, n. 6). 

 

Il richiamato regime di esenzione relativo alle prestazioni sostitutive di mensa aziendale (buoni pasto) trova infatti applicazione ‘a prescindere dal numero di buoni utilizzati’, sì che il datore di lavoro è solo tenuto a: i) verificare il corretto riconoscimento degli stessi (erogando un solo buono per ciascun giorno lavorato) e ii) osservare i suindicati limiti d’esenzione.

 

Dunque, ai fini dell’applicazione del regime d’esenzione, non assume rilievo alcuno il numero di buoni pasto utilizzati in un solo tempo dal lavoratore, anche quando superiore a 8.

 

Alla luce delle considerazioni svolte dall’Amministrazione finanziaria, l’articolo 4, comma 1, lettera d) del D.M. 7 giugno 2017, n. 122 – per effetto del quale ‘non sono cedibili, né cumulabili oltre il limite di otto buoni, né commercializzabili o convertibili in denaro e sono utilizzabili solo dal titolare’ – non rileva con riguardo all’applicazione del regime fiscale dei redditi da lavoro dipendente di cui al citato articolo 51, comma 2, lettera c) del TUIR.