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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Cambio d’appalto e criteri di computo della durata massima dell’intervento straordinario d’integrazione salariale per contratto di solidarietà
11
feb
2019

Nel caso di subentro in un contratto di appalto, il periodo massimo che la legislazione vigente stabilisce per la fruizione del trattamento straordinario di integrazione salariale per contratto di solidarietà è computato ex novo con riferimento all’azienda subentrante, tenuta a presentare una nuova domanda.

 

Con risposta ad interpello 8 febbraio 2019, n. 1, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha precisato che la durata del trattamento di integrazione salariale per causale di contratto di solidarietà richiesto dall’impresa subentrante nel contratto d’appalto è determinata in modo del tutto distinto dai periodi di integrazione salariale già concessi al datore di lavoro uscente.

 

Tale interpretazione trova applicazione anche nell’ipotesi in cui i lavoratori dell’impresa uscente stiano beneficiando del trattamento d’integrazione salariale per contratto di solidarietà al momento della successione nel contratto d’appalto.

 

Dunque, se il datore di lavoro subentrante intende fruire del beneficio è tenuto a presentare formale istanza per la concessione del trattamento di integrazione salariale per la causale del contratto di solidarietà in relazione all’unità produttiva oggetto della successione. Il Dicastero ha precisato che ‘in tale evenienza si ritiene che il conteggio dei mesi di CIGO e CIGS fruiti sia riferito esclusivamente all’impresa subentrante’.

 

Pertanto, il periodo massimo di concessione del beneficio decorre ex novo con riferimento al datore di lavoro subentrante e può riguardare i lavoratori che vantino un’anzianità di effettivo lavoro pari ad almeno 90 giorni presso la medesima unità produttiva e, quindi, considerando anche i ‘periodi in cui i lavoratori siano stati in precedenza impiegati, a prescindere dal passaggio ad un nuovo datore di lavoro, nella medesima attività appaltata’.