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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Cessione del cartellino marcatempo ad altro lavoratore ai fini della registrazione della presenza
22
giu
2018

E’ legittimo il licenziamento disciplinare per giusta causa del lavoratore che abbia ceduto il cartellino marcatempo ad altro lavoratore perché, in sua vece, provvedesse a registrare la presenza sul luogo di lavoro.

 

Con ordinanza 28 maggio 2018, n. 13269, la Corte di Cassazione ha giudicato legittimo il licenziamento intimato per giusta causa ad un lavoratore che ha autorizzato un proprio collega ad effettuare la timbratura mediante il badge assegnatogli ad esclusivo uso personale, affinché a sistema risultasse un orario di ingresso in ufficio antecedente a quello di effettivo.

 

Come noto, ricorre giusta causa di licenziamento quando l’addebito contestato al lavoratore sia, per la sua intrinseca gravità, idoneo a ledere irrimediabilmente la fiducia del datore di lavoro con riguardo alla futura correttezza dell’adempimento della prestazione dedotta in contratto.

 

Nel caso di specie, il lavoratore ha realizzato la violazione di un fondamentale dovere derivante dal vincolo di subordinazione, integrando al tempo stesso una fattispecie penalmente rilevante quale il reato di tentata truffa.

 

In tale contesto, lo stato di disabilità del lavoratore nonché la mancanza di intenzionalità dello stesso nel realizzare il fatto contestato (che sarebbe stato determinato da un evento inatteso) non possono in ogni caso essere considerati elementi capaci di incidere sulla qualificazione della condotta e ‘ridimensionare’ la gravità della stessa (e, quindi, l’intensità della contestata violazione degli obblighi contrattuali).

 

L’alterazione del sistema di registrazione da parte del lavoratore costituisce infatti ‘un comportamento gravemente irregolare ed assolutamente anomalo, oltre che inadempiente agli obblighi inerenti al proprio ufficio, contrario agli interessi del datore di lavoro e idoneo a ledere in misura significativa il sotteso vincolo fiduciario’.