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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Congedo straordinario e diritto all’indennità di maternità
06
nov
2018

L’INPS ha precisato che i periodi di congedo straordinario per l’assistenza del coniuge (o di un soggetto unito civilmente) convivente o di un figlio non rientrano nel computo dei 60 giorni di sospensione o assenza dal lavoro o di disoccupazione che precedono l’inizio del periodo di astensione obbligatoria dal lavoro ai fini del riconoscimento dell’indennità di maternità.

 

Con messaggio 2 novembre 2018, n. 4074, l’INPS ha precisato, alla luce di quanto deciso dalla Corte Costituzionale con sentenza 23 maggio 2018, n. 158, che i periodi di congedo straordinario di cui all’articolo 42, comma 5 del D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 devono intendersi esclusi dal computo del termine di 60 giorni di cui all’articolo 24, comma 2 del già richiamato D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151.

 

Tale disposizione prevede che la lavoratrice gestante che all’inizio del periodo di congedo di maternità si trovi i) sospesa, ii) assente dal lavoro senza retribuzione ovvero iii) disoccupata è comunque ammessa a beneficiare dell’indennità di maternità a condizione che tra l’inizio del periodo di sospensione dal lavoro, dell’assenza o della disoccupazione e la data di decorrenza del periodo di astensione obbligatoria non siano decorsi più di 60 giorni.

 

La Corte Costituzionale ha sancito il principio di diritto secondo il quale non concorrono al computo del termine di 60 giorni di cui sopra i periodi in corrispondenza dei quali la lavoratrice gestante sia risultata assente dal lavoro per fruire di un periodo di congedo straordinario al fine di assistere i) il coniuge convivente o ii) un figlio affetti da una disabilità che determina una situazione di gravità, accertata dalla competente commissione medica dell’ASL ai sensi dell’articolo 4 della Legge 5 febbraio 1992, n. 104.

 

L’INPS ha recepito tale principio interpretativo, precisando che questo trova applicazione anche nell’ipotesi in cui la lavoratrice gestante abbia fruito di un periodo di congedo straordinario al fine di assistere il soggetto convivente unito civilmente ai sensi della Legge 20 maggio 2016, n. 76 (‘Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze’).

 

L’Istituto ha infine precisato come le suddette indicazioni interpretative si applichino anche ad eventi pregressi alla pronuncia della sentenza della Corte Costituzionale in relazione ai quali i) non siano intervenuti gli ordinari termini di prescrizione o ii) non sia stata pronunciata una sentenza passata in giudicato.