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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Congedo straordinario indennizzato – Estensione del diritto al figlio non ancora convivente
09
apr
2019

L’INPS ha recepito l’orientamento espresso recentemente dalla Corte Costituzionale circa l’ammissibilità della domanda di fruizione di un periodo di congedo straordinario indennizzato per assistere un soggetto in situazione di grave disabilità presentata dal figlio non ancora convivente.

 

Con circolare 5 aprile 2019, n. 49, l’INPS ha recepito l’orientamento espresso dalla Corte Costituzionale con sentenza 7 dicembre 2018, n. 232, che ha dichiarato l’illegittimità delle disposizioni dettate in materia di congedo biennale straordinario indennizzato di cui all’articolo 42, comma 5 del D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 nella parte in cui non sono inclusi nel novero dei soggetti aventi titolo a beneficiare di detto congedo coloro i quali al momento della richiesta non siano ancora conviventi con l’assistito in situazione di disabilità grave. Secondo la Corte Costituzionale, la convivenza può essere instaurata dal richiedente successivamente alla presentazione della domanda quando manchi, sai deceduto o sia colpito da una patologia invalidante i) il coniuge convivente, ii) il padre e la madre (anche adottivi), iii) i figli conviventi, iv) i fratelli e le sorelle conviventi, v) i parenti o affini entro il terzo grado conviventi, legittimati in via prioritaria, secondo l’ordine esposto, ad accedere al beneficio.

 

Il requisito della convivenza ex ante contrasterebbe con l’interesse del soggetto disabile, pregiudicandone l’effettiva assistenza e, quindi, inficiando l’attuazione dell’inderogabile principio solidaristico.

 

L’Istituto ha dunque precisato che ‘il figlio che al momento della presentazione della domanda

ancora non conviva con il genitore in situazione di disabilità grave deve essere incluso tra i

soggetti legittimati a godere del congedo di cui all’articolo 42, comma 5 del D.Lgs 26 marzo 2001, n. 151’.

 

Giusto quanto sopra, il richiedente che sia figlio non convivente del soggetto in situazione di disabilità grave è tenuto a dichiarare, ai sensi dell’articolo 46 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, che provvederà ad instaurare la convivenza con il familiare disabile entro l’inizio del periodo di congedo richiesto (tale criterio interpretativo trova applicazione con riguardo a ciascuna categoria di aventi titolo a fruire del congedo in parola).

 

Il beneficiario del periodo di congedo indennizzato è altresì tenuto a conservare il requisito della convivenza con il soggetto assistito per l’intera durata del congedo.

 

Alla Sede dell’Istituto competente per territorio è affidata l’attività di controllo della dichiarazione sostitutiva di certificazione rilasciata dal richiedente.

 

La pronuncia della Corte Costituzionale produce effetti con esclusivo riferimento alle situazioni giuridiche non ancora esaurite al 7 dicembre 2018.