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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Conversione del contratto a termine – Ipotesi di non applicabilità del ‘Jobs act’
22
gen
2020

Le disposizioni del Jobs act in materia di licenziamento illegittimo non trovano applicazione nei confronti dei lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato prima del 7 marzo 2015, il cui rapporto di lavoro sia stato giudizialmente convertito a tempo indeterminato per nullità del termine dopo tale data.

 

Le disposizioni introdotte dal D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 23(‘Jobs act’) in materia di licenziamento illegittimo non trovano applicazione nei confronti dei lavoratori:

-        assunti con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato prima dell’entrata in vigore di detto decreto (7 marzo 2015);

-        il cui rapporto sia stato giudizialmente convertito per nullità del termine a tempo indeterminato in una data successiva al 7 marzo 2015.

 

Nonostante l’articolo 1, comma 2 del decreto in esamepreveda che le disposizioni relative al regime di tutela nel caso di licenziamento illegittimo trovino applicazione anche nei casi di conversione, successive al 7 marzo 2015, di contratto di lavoro subordinato a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato, secondo un’interpretazione costituzionalmente orientata il lavoratore assunto a tempo determinato prima del 7 marzo 2015 con rapporto di lavoro giudizialmente convertito a tempo indeterminato per nullità del termine deve intendersi escluso dall’ambito d’applicazione del D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 23, in quanto la sentenza che accerta la nullità della clausola appositiva del termine ha natura dichiarativa e non costitutiva, con il conseguente inevitabile effetto retroattivo della conversione in rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

 

Dunque, al ricorrere di tale ipotesi, la conversione del rapporto opera a decorrere dall’illegittima instaurazione del contratto di lavoro a termine e nel caso di licenziamento illegittimo è applicata la disciplina normativa in vigore al momento dell’instaurazione del primo rapporto.

 

La disciplina dettata dal citato D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 23 si applica ad un rapporto di lavoro a tempo determinato instaurato prima del 7 marzo 2015 nelle seguenti ipotesi:

-        conversione volontaria del rapporto di lavoro a termine successiva al 7 marzo 2015;

-        continuazione del rapporto di lavoro a termine oltre i limiti di legge verificatasi dopo il 7 marzo 2015;

-        riassunzione del lavoratore entro 10 giorni dalla data di scadenza del primo contratto a termine (ove di durata inferiore a sei mesi) ovvero 20 giorni (in caso di contratto di durata superiore a sei mesi), qualora il secondo contratto (che si trasforma in contratto a tempo indeterminato) sia stato stipulato dopo il 7 marzo 2015;

-        superamento del limite massimo di duratadei rapporti di lavoro a tempo determinato intercorsi tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore per lo svolgimento di mansioni equivalenti.

 

(Corte di Cassazione, sentenza del 16 gennaio 2020, n. 823)