20 marzo 2020 - Indice di rivalutazione dei crediti di lavoro aggiornato a febbraio 202021 ottobre 2019 - Compilazione e controllo del modello 770/2019: aggiornato il software14 agosto 2019 - FONDO EST: proroga del versamento di Agosto25 luglio 2019 - CCNL Dirigenti commercio: prorogata la scadenza al 31 dicembre 201915 luglio 2019 - Diritto dovere di istruzione e formazione: risorse finanziarie per Campania, Umbria e Veneto19 giugno 2019 - Ccnl Terziario: scadenza prorogata a dicembre 201918 giugno 2019 - CCNL Metalmeccanica – piccola e media industria (confapi): nuovi minimi retributivi da giugno 201913 giugno 2019 - TFR: aggiornato il coefficiente di rivalutazione per il mese di Ottobre 2019

POSTATO DA Arlati Ghislandi
Detassazione dei premi di risultato - Ipotesi di esclusione
29
gen
2020

Secondo le precisazioni offerte dall’Amministrazione finanziaria, il regime di tassazione sostitutiva dei premi di risultato è applicabile solo se i criteri d’individuazione dell’incrementalità dei risultati siano stati definiti prima dell’inizio del periodo di maturazione della retribuzione incentivante.

 

Dal report del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in tema di ‘Detassazione – Deposito contratti’, emerge che quasi il 25% dei contratti aziendali o territoriali (CCL) sono stati depositati nell’ultimo trimestre del 2019 (nel 2018 la percentuale sfiora addirittura il 30%). Nel caso in cui tali contratti disciplinino il premio di risultato relativo al medesimo anno, l’applicabilità del regime di tassazione sostitutiva dei premi potrebbe essere parzialmente o integralmente esclusa. Infatti, stando alle precisazioni contenute nella risposta ad interpello del 31 ottobre 2019, n. 456, l’applicazione dell’articolo 1, commi 182-189 della Legge 28 dicembre 2015, n. 208 sarebbe subordinata alla effettiva operatività della funzione incentivante del CCL.

 

Come noto, la citata disposizione prevede che il premio di risultato (di ammontare variabile) è soggetto ad una imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali pari al 10% entro il limite d’importo complessivo di € 3.000 lordi, a condizione che:

-        la corresponsione del premio sia legata ad incrementi di i) produttività, ii) redditività, iii) qualità, iv) efficienza ed v) innovazione;

-        detti incrementi siano misurabili e verificabili sulla base di criteri previamente definiti dai contratti collettivi rispetto ad un periodo congruo definito dall’accordo (articolo 2 del D.M. 16 maggio 2016);

-        non intervenga un’espressa rinuncia scritta da parte del lavoratore.

 

Affinché non venga meno la funzione incentivante del premio, sia la maturazione che l’erogazione dello stesso devono avvenire successivamente alla stipulazione del contratto collettivo, ‘sulla base del raggiungimento degli obiettivi incrementali ivi previamente definiti e misurati nel periodo congruo anch’esso stabilito su base contrattuale’.

 

Dunque, assume rilievo decisivo il fatto che ‘i criteri di misurazione siano determinati ‘con ragionevole anticipo rispetto ad una eventuale produttività futura non ancora realizzatasi’.

 

Secondo l’interpretazione dell’AdE, il regime di tassazione agevolato può essere applicato in relazione alla sola quota del premio afferente al periodo successivo alla stipulazione del contratto collettivo di lavoro aziendale o territoriale.