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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Dichiarata l’illegittimità del criterio di determinazione dell’indennità di licenziamento
26
set
2018

Con comunicato del 26 settembre 2018, l’Ufficio Stampa della Corte Costituzionale ha reso noto che è stata dichiarata l’illegittimità dell’articolo 3, comma 1 del D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 23 nella parte in cui determina ‘in modo rigido l’indennità spettante al lavoratore ingiustificatamente licenziato’.

 

Detta disposizione, in forza della quale l’indennità spettante al lavoratore licenziato illegittimamente è determinata in relazione alla sola anzianità di servizio, è, secondo il convincimento della Corte, ‘contraria ai principi di ragionevolezza e di uguaglianza e contrasta con il diritto e la tutela del lavoro sanciti dagli articoli 4 e 35 della Costituzione’.  

 

La norma giudicata incostituzionale – e peraltro oggetto di una recente modifica ad opera dell’articolo 3, comma 1 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87 (‘Decreto Dignità’) con riferimento ai limiti minimo e massimo dell’indennità - prevede che quando risulti accertato che non ricorrono gli estremi del licenziamento per giustificato motivo oggettivo o per giustificato motivo soggettivo o giusta causa, ‘il giudice dichiara estinto il rapporto di lavoro alla data del licenziamento e condanna il datore di lavoro al pagamento di un’indennità non assoggettata a contribuzione previdenziale di importo pari a due mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto per ogni anno di servizio, in misura comunque non inferiore a sei e non superiore a trentasei mensilità’.

 

Si resta in attesa della pubblicazione della sentenza pronunciata dalla Corte.