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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Diritto del padre lavoratore a beneficiare dei riposi giornalieri - Precisazioni
14
set
2018

Una recente pronuncia della Corte di Cassazione riconosce al padre lavoratore subordinato la facoltà di poter beneficiare dei riposi giornalieri in concomitanza della fruizione da parte della madre lavoratrice autonoma del trattamento economico di maternità spettante per i tre mesi successivi al parto.

 

Con sentenza 12 settembre 2018, n. 22177, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell’INPS, secondo cui varrebbe la condizione generale di alternatività tra i periodi di riposo giornaliero fruiti dal padre lavoratore subordinato ai sensi dell’articolo 40 del D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 e il godimento dell’indennità di maternità riconosciuta alla madre lavoratrice autonoma nel corso dei tre mesi successivi la data del parto per effetto dell’articolo 66 del medesimo D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151.

 

Se l’articolo 40 del richiamato D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 prevede espressamente che i periodi di riposo giornaliero sono fruiti dal padre ‘in alternativa alla madre lavoratrice dipendente che non se ne avvalga’, l’ordinamento non disciplina espressamente l’ipotesi di una fruizione alternativa da parte del padre lavoratore dei periodi di riposo giornaliero qualora la madre lavoratrice autonoma benefici dell’indennità di maternità.

 

Al riguardo la Suprema Corte ha evidenziato come il principio di alternatività richiamato dall’Istituto non abbia in tale ipotesi fondamento alcuno nel vigente ordinamento, che certamente ammette l’eventualità che il lavoratore fruisca dei periodi di riposo giornaliero in concomitanza del periodo durante il quale la madre – lavoratrice autonoma – beneficia dell’indennità di maternità.

 

Quanto sopra in ragione:

-        della diversa condizione della madre lavoratrice autonoma (che ha titolo a svolgere attività lavorativa anche durante il periodo in relazione al quale è riconosciuta l’indennità di maternità);

-        dell’incondizionata possibilità del padre lavoratore subordinato di fruire dei permessi in parola nell’interesse del bambino e delle sue necessità materiali e psicologiche.