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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Diritto di trasferimento del lavoratore che presti assistenza ad un familiare disabile in situazione di gravità
21
mar
2019

La domanda di trasferimento ad altra sede presentata dal lavoratore al fine di poter prestare assistenza ad un familiare disabile in situazione di gravità deve essere accolta dal datore di lavoro ove non sussistano comprovate esigenze tecniche, organizzative e produttive tali da renderne inevitabile il rigetto.

 

Con sentenza 1 marzo 2019, n. 6150, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del datore di lavoro relativamente all’esercizio del diritto del lavoratore al trasferimento presso altra sede di lavoro al fine di poter prestare assistenza ad un familiare disabile in situazione di gravità ai sensi della Legge 5 febbraio 1992, n. 104.

 

Il vigente articolo 33, comma 5 della richiamata legge stabilisce che il lavoratore ‘ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede’.

 

Con riferimento a tale diritto, la Suprema Corte ha precisato che:

-        esso può essere esercitato non solo all’inizio del rapporto, ‘ma anche nel corso del rapporto mediante domanda di trasferimento’ e non ha rilievo alcuno ‘se tale esigenza sorga nel corso del rapporto o sia presente all’epoca dell’inizio del rapporto stesso’. Infatti il diritto in parola è uno strumento indiretto di tutela del soggetto disabile in situazione di gravità e la scelta della sede di lavoro mira a rendere il più possibile compatibile lo svolgimento dell’attività di lavoro con la funzione solidaristica dell’assistenza;

-        fermo restando il diritto del lavoratore nella scelta della sede di lavoro più vicina al familiare da assistere, ‘non v’è dubbio che tale diritto non sia incondizionato (…), ma debba essere oggetto di un bilanciamento con altri diritti e interessi del datore di lavoro’. Dunque, il datore di lavoro può lgittimamente rigettare la domanda di trasferimento presentata dal lavoratore nel solo caso in cui sussistano comprovate esigenze di natura tecnica, organizzativa e produttiva che non possano essere soddisfatte se non mantenendo l’assetto organizzativo esistente al momento della presentazione della domanda.