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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Distacco in caso di crisi aziendale
12
ott
2020

Come noto, il distacco di un lavoratore è legittimo se sussiste l’interesse del datore di lavoro al distacco e se il distacco è solamente temporaneo. La Corte di Cassazione ha chiarito che tale interesse può anche essere di natura non economica o patrimoniale, bensì di tipo solidaristico, purché non si risolva in una mera ‘somministrazione di lavoro’.

 

In applicazione di tale principio, dunque, il distacco disposto in una situazione di crisi aziendale e nell’interesse a non disperdere la professionalità di un lavoratore, che sarebbe altrimenti licenziato, è legittimo.

 

Sotto il profilo sanzionatorio, ha rammentato la Corte, in assenza dei requisiti della temporaneità e dell’interesse si applicano le sanzioni - più gravi - della costituzione del rapporto di lavoro alle dipendenze dell’utilizzatore e dell’ammenda di 50 euro per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di occupazione.

 

Le stesse sanzioni non sono previste anche per le altre ipotesi di distacco illegittimo, ossia qualora il distacco comporti un mutamento delle mansioni e manchi il consenso del dipendente oppure il dipendente sia trasferito a una unità produttiva a più di 50 km di distanza senza comprovate ragioni tecniche, organizzative, produttive e sostitutive in quanto tali ipotesi sono considerate meno gravi e meritevoli di una tutela meramente risarcitoria.

 

(Corte di Cassazione, Sez. Lav., ordinanza 11 settembre 2020, n. 18959)