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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Documenti richiesti all’atto dell’assunzione – Ipotesi di rifiuto illegittimo all’assunzione
17
set
2018

Non è giuridicamente fondata la decisione del datore di lavoro di non procedere all’assunzione di un lavoratore alla luce del rifiuto di questi a produrre anche il certificato dei carichi pendenti, non espressamente richiesto dalla disciplina contrattuale.

 

Con sentenza 17 luglio 2018, n. 19012, la Corte di Cassazione ha giudicato illegittima la richiesta del datore di lavoro che, ai fini dell’assunzione di un lavoratore, ha preteso che questi presentasse anche il certificato dei carichi pendenti, nonostante la disposizione del contratto collettivo di lavoro applicato contemplasse l’obbligo per il lavoratore in procinto d’esser assunto di consegnare il solo certificato penale di data non anteriore a tre mesi.

 

La Suprema Corte, attenendosi ad una interpretazione letterale della disciplina contrattuale applicabile, ha ritenuto infondata la pretesa del datore di lavoro di integrare la documentazione necessaria ai fini dell’assunzione rispetto a quella indicata dal contratto collettivo di lavoro stesso. Infatti, nell’ipotesi in cui le disposizioni obblighino il lavoratore a produrre il ‘certificato penale’, il datore di lavoro non può condizionare l’assunzione introducendo un obbligo documentale ulteriore.

 

Come noto, l’articolo 8 della Legge 20 maggio 1970, n. 300 stabilisce che ‘è fatto divieto al datore di lavoro, ai fini dell’assunzione, come nel corso dello svolgimento del rapporto di lavoro, di effettuare indagini, anche a mezzo di terzi, sulle opinioni politiche, religiose o sindacali del lavoratore, nonché su fatti non rilevanti ai fini della valutazione dell’attitudine professionale del lavoratore’. In tale cornice normativa, il certificato penale ‘si giustifica con la rilevanza ai fini della valutazione dell’attitudine professionale del lavoratore della conoscenza di date informazioni relative all’esistenza di condanne penali passate in giudicato’.

 

In carenza di un’espressa disposizione contrattuale, il novero dei documenti che il lavoratore sul punto di essere assunto è tenuto a presentare non è suscettibile di ampliamento ‘per via interpretativa fino a ricomprendere informazioni relative a procedimenti penali in corso, ciò specie in considerazione del principio costituzionale della presunzione d’innocenza’.  

 

In particolare, lo status di ‘imputato’ non assume rilevanza alcuna ai fini dell’assunzione, così che deve giudicarsi illegittimo il rifiuto di procedere all’assunzione stessa.