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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Esclusi da imponibilità fiscale gli emolumenti maturati all’estero
28
set
2020

L’Agenzia delle Entrate (A.d.E.) ha risposto all’interpello di una Società italiana circa il regime fiscale cui assoggettare somme a titolo di T.F.R., incentivo all’esodo e transazione novativa, per una lavoratrice dipendente che ha prestato attività lavorativa per alcuni anni in Italia e, in occasione di un distacco internazionale, per alcuni anni in Svizzera, e ha chiarito che:

-        gli emolumenti di fine rapporto riferibili al periodo in cui il dipendente è stato residente in Italia e ha ivi prestato l'attività lavorativa sono soggetti a tassazione esclusiva in Italia;

-        gli emolumenti di fine rapporto riferibili al periodo al in cui il dipendente è stato residente in Italia e ha prestato l'attività lavorativa in Svizzera sono soggetti a tassazione concorrente in entrambi gli Stati (a meno che non ricorrano le condizioni di cui all'articolo 15, paragrafo 2, della Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Confederazione svizzera);

-        gli emolumenti di fine rapporto riferibili al periodo al in cui il dipendente è stato residente in Svizzera e ha ivi prestato attività lavorativa sono soggetti a tassazione esclusiva in Svizzera.

 

Infatti, l’art. 15 della Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Confederazione svizzera (ratificata con Legge 23 dicembre 1978, n. 943) prevede la tassazione esclusiva dei redditi da lavoro dipendente nello Stato di residenza del lavoratore, salvo che l’attività lavorativa sia prestata nell'altro Stato contraente, per cui gli emolumenti sono assoggettati a imposizione concorrente.

 

L’art. 15, paragrafo 2, prevede inoltre la tassazione esclusiva nello Stato di residenza del lavoratore anche laddove l’attività sia prestata nell’altro Stato, al ricorrere delle seguenti condizioni congiuntamente: a) il beneficiario soggiorna nell'altro Stato per un periodo o per periodi che non oltrepassano 183 giorni nell'anno fiscale; b) le remunerazioni sono pagate da o a nome di un datore di lavoro che non è residente dell'altro Stato; c) l'onere delle remunerazioni non è sostenuto da una stabile organizzazione o da una base fissa che il datore di lavoro ha nell'altro Stato.

 

Cionondimeno, l’A.d.E. ha comunque chiarito che, in caso di incertezza, il datore di lavoro può applicare la normativa interna. E ciò in quanto l'applicazione del regime convenzionale da parte del datore di lavoro costituisce una mera «prassi amministrativa» e, dunque, ha carattere facoltativo.

 

(Agenzia delle Entrate, Risposta a Interpello n. 343 del 2020)