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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Esclusione dalla gara d’appalto per irregolarità contributiva
12
apr
2019

Nell’ambito degli appalti pubblici, la stazione appaltante è tenuta ad escludere dalla gara l’impresa concorrente che non rispetti il requisito di regolarità contributiva. Alla stazione appaltante è preclusa qualsiasi valutazione in ordine alla scarsa rilevanza dell’inadempimento a cui è riferito il DURC negativo.

 

Una recente sentenza del Consiglio di Stato ha confermato orientamenti già espressi con riferimento al requisito di regolarità contributiva di ciascun partecipante ad un bando di gara per l’aggiudicazione di un appalto (sentenza 19 febbraio 2019, n. 1141). In particolare, si consideri come la mancanza di un DURC (documento unico di regolarità contributiva) determini la presunzione legale di una grave violazione degli adempimenti stabiliti dall’ordinamento in materia di previdenza e assistenza; dunque, l’irregolarità non può che comportare l’esclusione dell’impresa partecipante al bando, senza che abbiano rilevanza alcuna:

-        l’eventuale successiva regolarizzazione, ancorché tempestiva;

-        fermo restando quanto disposto dall’articolo 3, comma 3 del D.M. 1 giugno 2015, secondo il quale non costituisce uno scostamento grave un’omissione contributiva non superiore a € 150,00, le valutazioni della stazione appaltante circa la gravità dell’inadempimento (che dunque comporta di per sé l’automatica esclusione dell’impresa inadempiente).

 

L’ipotesi di emissione di un DURC ‘negativo’ da parte del competente istituto previdenziale implica quindi l’automatica esclusione dell’impresa partecipante al bando, poiché la regolarità contributiva è un requisito essenziale per l’intera durata del procedimento di aggiudicazione nonché per l’intero periodo di esecuzione del contratto d’appalto.

 

Alle considerazioni suesposte, si aggiunga altresì che, secondo una recente pronuncia del Consiglio di Stato, l’esclusione dell’impresa concorrente (cessionaria) potrebbe essere determinata anche dall’irregolarità contributiva riconducibile ad un inadempimento in materia previdenziale del datore di lavoro cedente nell’ipotesi di affitto di ramo d’azienda (sentenza 12 dicembre 2018, n. 7022).