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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Esonero contributivo, residuale nel caso di riassunzione nell’ambito di un gruppo di imprese
20
mar
2018

Con riferimento all’esonero contributivo triennale riconosciuto ai sensi dell’articolo 1, commi 100 e seguenti della Legge di Bilancio 2018 al datore di lavoro che instauri un rapporto di lavoro con un lavoratore che non abbia compiuto il trentesimo anno di età (tale limite, per il solo anno 2018, è elevato al trentacinquesimo anno), l’INPS ha reso noti i propri orientamenti interpretativi che, in taluni casi, risultano favorire la concessione del beneficio più di quanto accaduto in occasione del riconoscimento delle misure incentivanti per le assunzioni con contratto a tempo indeterminato vigenti nel corso degli anni 2015 e 2016.

Con circolare 2 marzo 2018, n. 40, l’Istituto ha precisato che con riguardo all’esonero contributivo in esame non trova applicazione l’articolo 31, comma 1, lettera d), del D.Lgs. 2015, n. 150, per effetto del quale, al fine di impedire condotte elusive, un incentivo non compete al datore di lavoro che assuma un lavoratore che nei sei mesi precedenti è stato licenziato da un altro datore di lavoro con il quale il datore di lavoro attuale presenta elementi di relazione sotto il profilo della sostanziale coincidenza degli assetti proprietari ovvero della sussistenza di rapporti di controllo o collegamento. A parere dell’Istituto, la finalità di impedire condotte elusive deve intendersi superata dall’articolo 1, comma 103 della Legge di Bilancio 2018, secondo cui il lavoratore in relazione al quale un datore di lavoro ha già fruito dell’incentivo e che sia assunto nuovamente a tempo indeterminato dà titolo al nuovo datore di lavoro di fruire del beneficio per il periodo residuo utile (a prescindere dall’età anagrafica del lavoratore stesso al momento delle nuove assunzioni).

Dunque, il beneficio residuo è concesso anche quando la riassunzione del lavoratore sia effettuata da un datore di lavoro che abbia una sostanziale coincidenza con gli assetti proprietari del precedente datore di lavoro (o ne sia controllante) o ad esso sia collegato od ancora da questi controllato.

Analogamente, secondo l’Istituto, dicasi anche con riguardo al lavoratore somministrato che sia successivamente assunto con contratto a tempo indeterminato dal soggetto utilizzatore; in tal caso, ai fini della determinazione del periodo incentivato residuale spettante non devono computarsi i periodi di lavoro svolti in precedenza in regime di somministrazione presso il medesimo datore di lavoro.