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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Estensione delle misure di contenimento al territorio nazionale
10
mar
2020

Con D.P.C.M. 9 marzo 2020, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica, cessano di avere efficacia le precedenti disposizioni dettate dal D.P.C.M. 1° marzo 2020 e dal D.P.C.M. 4 marzo 2020 e dagli articoli 2 e 3 del D.P.C.M. dell’8 marzo 2020. Dal 10 marzo 2020, le disposizioni di cui all’articolo 1 del D.P.C.M. 8 marzo 2020 sono estese all’intero territorio nazionale.

In particolare, i) è attribuita ai datori di lavoro dell’intero territorio nazionale la ‘facoltà’ di ricorrere al lavoro agile in via automatica, ii) sono confermate le disposizioni già vigenti in materia di sorveglianza sanitaria e d’isolamento fiduciario (per ulteriori approfondimenti, si rinvia alla circolare del 4 marzo, n. 26 ‘Smart working: nuove disposizioni per gestire l’emergenza COVID-19’).

 Per l’intero territorio italiano vigono le seguenti raccomandazioni:

-        evitare ogni spostamento in entrata e in uscita dall’Italia nonché all’interno del territorio nazionale, fatti salvi gli spostamenti necessari per i) comprovate esigenze lavorative, ii) situazioni di necessità ovvero iii) motivi di salute.

Per quanto concerne le esigenze lavorative, è possibile che, in alternativa al modello di dichiarazione reso disponibile dal Ministero dell’Interno, queste siano indicate dal datore di lavoro in un’apposita propria dichiarazione stampata su carta intestata ed esibita dal lavoratore nel caso di controllo da parte dell’Autorità.

Puntuali precisazioni circa le limitazioni alla libera circolazione sono state rese dal Dicastero con direttiva 8 marzo 2020, n. 14606.

È in ogni caso consentito rientrare presso il proprio domicilio, abitazione o residenza (articolo 1, comma 1, lettera a));

-        ove non sia possibile ricorrere al lavoro agile, il datore di lavoro promuove la fruizione dei periodi di congedo ordinario e di ferie da parte dei lavoratori dipendenti. Tale disposizione è estesa a tutti datori di lavoro aventi sede nel territorio nazionale; (articolo 1, comma 1, lettera e));

-        ove sia possibile, svolgere le riunioni mediante collegamento da remoto (in particolare con riferimento a strutture sanitarie e sociosanitarie) e comunque garantendo il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro ed evitando assembramenti (articolo 1, comma 1, lettera q)).