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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Il contratto di prossimità non può ridurre il minimale contributivo
09
mar
2016

I contratti di prossimità non possono modificare l’importo della retribuzione imponibile minima da utilizzare ai fini previdenziali stabilito dagli accordi collettivi nazionali siglati dalle organizzazioni sindacali dotate di rappresentatività comparativa.

In questo senso si è espresso il Ministero del Lavoro in risposta ad un recente interpello

Il decreto legge 338/1989 stabilisce, all’articolo 1, che il calcolo dei contributi previdenziali deve fare riferimento all’importo delle retribuzioni previsto da leggi, regolamenti e contratti collettivi. In concreto, il principio comporta un effetto molto rilevante: anche le imprese che non applicano un contratto collettivo, oppure ne applicano uno diverso da quello sottoscritto dalle organizzazioni dotate di rappresentatività comparativa, e che prevede trattamenti inferiori, sono tenute a versare i contributi commisurati alle retribuzioni minime stabilite dagli accordi sindacali dotati di rappresentatività.