23 novembre 2017 - Misure di contrasto alla povertà: disponibili le istruzioni operative INPS17 novembre 2017 - Whistleblowing: approvata definitivamente la proposta di legge15 novembre 2017 - TFR: aggiornato il coefficiente di rivalutazione per il mese di ottobre 201714 novembre 2017 - Assegno di natalità 2017 - DSU da presentare entro il 31 dicembre 201713 novembre 2017 - Controlli automatizzati: istituiti i codici tributo07 novembre 2017 - Distacco transnazionale - il Ministero aggiorna le faq27 ottobre 2017 - Edilizia: per l’iscrizione alle Casse edili è necessario il Durc

POSTATO DA Arlati Ghislandi
Inidoneità alla mansione: referto medico aziendale e licenziamento
24
mar
2017

La Corte di Cassazione , sezione lavoro, ha recentemente stabilito che il referto del medico aziendale non può di per sè giustificare il licenziamento per sopravvenuta inidoneità permanente allo svolgimento delle mansioni, non essendo sufficiente a provare che tale circostanza è fatto costitutivo del recesso.

In merito ad un caso di un lavoratore che aveva manifestato un singolo episodio di vertigini la Suprema Corte si è così pronunciata nel modo che segue “a fronte di un solo episodio di crisi vertiginosa, la società datrice di lavoro non ha assolto all’onere probatorio sulla stessa incombente di deliberare come fatto costitutivo del licenziamento che il lavoratore era veramente affetto da sindrome vertiginosa che era la causa di sopravvenuta inidoneità permanente al lavoro, non potendosi considerare provata tale circostanza attraverso il contestato referto del medico aziendale, neppure supportato da una richiesta di consulenza tecnica che potesse confermare il detto referto”.