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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Ipotesi di nullità del contratto di prossimità
12
ago
2019

Con sentenza del 4 giugno 2019, n. 528, il Tribunale di Firenze ha statuito che in un accordo di prossimità stipulato ai sensi dell’articolo 8 del D.L. 13 agosto 2011, n. 138 le Parti sono tenute a indicare puntualmente le ragioni poste a fondamento della disciplina derogatoria, specificando le finalità che le parti stesse intendono perseguire.

Dunque, non può essere ritenuto valido il contratto di prossimità dotato di efficacia derogatoria di norme che non siano esattamente individuate in correlazione causale con una delle finalità ammesse dalla richiamata disposizione e di seguito brevemente elencate:

-        maggiore occupazione e qualità dei contratti di lavoro,

-        adozione di forme di partecipazione dei lavoratori,

-        emersione del lavoro irregolare,

-        incrementi di competitività e di salario,

-        gestione di crisi aziendali e occupazionali,

-        avvio di nuove attività e piano d’investimenti.

 

Nel caso di specie, è stato giudicato nullo il contratto di prossimità che prevedeva un iniziale sotto-inquadramento all’atto dell’assunzione del lavoratore, in quanto solo ‘genericamente correlato alle finalità di maggiore occupazione’ e non precisamente riferito a specifiche norme della vigente legislazione.

La dichiarazione di nullità dell’accordo ha quindi comportato l’illegittimità dell’attribuzione al lavoratore all’atto dell’assunzione di un livello d’ingresso inferiore.