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POSTATO DA Arlati Ghislandi
L’omessa comunicazione del RLS preclude la fruizione degli sgravi contributivi
24
lug
2019

Alla luce di un recente orientamento espresso dalla Suprema Corte la violazione di un obbligo di comunicazione stabilito dalla legislazione in materia prevenzionistica può determinare la decadenza dal diritto del datore di lavoro inadempiente di beneficiare degli sgravi contributivi concessi ex lege.

 

Con ordinanza n. 3182 del 4 febbraio 2019, la Corte di Cassazione ha affermato che l’omessa comunicazione del nominativo del ‘responsabile del servizio di prevenzione e protezione’ (RSPP) all’Ispettorato del Lavoro ai sensi dell’abrogato articolo 8, comma 11 del D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626 da parte del datore di lavoro inficia il riconoscimento degli sgravi contributivi riconosciuti ex lege, alla luce di quanto disposto dall’articolo 3, comma 6 della Legge 23 dicembre 1998, n. 448.

 

La testé citata disposizione stabilisce infatti che, ai fini della legittima fruizione dei suddetti sgravi, devono essere ‘rispettate le prescrizioni sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori previste dal D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626’.

 

Il vigente ordinamento non contempla più l’obbligo di comunicare il nominativo del RSPP all’Ispettorato, ma, ai sensi dell’articolo 18, comma 1, lettera aa) del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, sancisce l’obbligo per il datore di lavoro di comunicare per via telematica all’INAIL il nominativo del Rappresentante dei Lavoratori Sindacale (RLS).

 

L’inadempimento di tale obbligo è punito con una sanzione amministrativa compresa tra € 50,00 e € 300,00.

 

È opportuno portare in evidenza che, secondo una interpretazione analogica del richiamato principio sancito dalla Corte di Cassazione, la violazione del suddetto obbligo è sufficiente a far decadere il datore di lavoro dal diritto di beneficiare degli sgravi contributivi in ragione di quanto previsto dall’articolo 1, comma 1175 della Legge 27 dicembre 2006, n. 296, per effetto del quale ‘i benefici normativi e contributivi previsti dalla normativa in materia di lavoro e legislazione sociale sono subordinati al  possesso, da parte dei datori di lavoro, del documento unico di regolarità contributiva, fermi  restando gli altri obblighi di legge ed il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei  datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale’.