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POSTATO DA Arlati Ghislandi
La nuova direttiva in materia di distacco dei lavoratori nell’ambito dell’Unione europea
12
lug
2018

Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno adottato una nuova direttiva con riguardo al distacco al fine di contrastare, in un mercato in piena trasformazione, i fenomeni di dumping sociale, che alterano le dinamiche della libera concorrenza tra imprese nell’ambito dell’Unione europea.

 

In data 29 luglio 2018 entrerà in vigore la Direttiva (UE) del Parlamento europeo e del Consiglio del 28 giugno 2018, recante modifiche alla vigente disciplina in tema di distacco dei lavoratori nell’ambito di una prestazione di servizi dettata dalla direttiva.

 

La Direttiva, confermando la rilevanza dei principi di i) libera circolazione dei lavoratori, ii) di libertà di stabilimento e iii) di libera prestazione dei servizi, si propone di contrastare i fenomeni distorsivi della libera concorrenza (dumping sociale) che il ricorso al distacco sovente cela e, al contempo, di affermare il principio di parità di trattamento e il divieto di discriminazione, che dovranno essere garantiti nei confronti del lavoratori distaccati.

 

La disciplina dettata dalla Direttiva in esame, e che dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il 30 luglio 2020, prevede che in regime di distacco siano garantiti:

a)    in base al principio della parità di trattamento, le condizioni di lavoro e di occupazione applicate, anche in osservanza della contrattazione collettiva di lavoro, nello Stato membro in cui è stabilito il soggetto distaccatario. In particolare, la parità di trattamento sarà valutata in relazione a:

-        il trattamento retributivo (al lavoratore distaccato dovrà essere corrisposta la retribuzione spettante al lavoratore comparabile per legge o prassi nazionale nello Stato membro ospitante, ponendo a confronto gli importi lordi delle retribuzioni),

-        i periodi massimi di lavoro e periodi minimi di riposo,

-        le maggiorazioni previste per lo svolgimento di lavoro straordinario,

-        la tutela della sicurezza, salute e igiene sul lavoro,

-        la tutela della maternità e paternità;

b)    una serie aggiuntiva di condizioni di lavoro e d’occupazione che, ferma restando l’applicazione del regime previdenziale dello Stato di invio, assicuri l’integrale applicazione della normativa vigente nello Stato in cui è stabilito il soggetto distaccatario quando la durata del distacco superi il limite di 12 mesi. Gli Stati membri dovranno prevedere un apposito sistema sanzionatorio che punisca la violazione delle norme che prescrivono il rispetto di dette condizioni aggiuntive;

c)    i diritti dei lavoratori distaccati nell’ambito della subcontraenza, attribuendo una responsabilità solidale al datore di lavoro subcontraente.

 

La Direttiva in parola disciplina altresì la somministrazione di lavoro transnazionale, prevedendo che, con riguardo alle condizioni di lavoro e d’occupazione, debbano trovare applicazione le disposizioni vigenti nello Stato in cui è stabilito il soggetto utilizzatore.

 

Al fine di garantire la certezza del diritto, gli Stati membri avranno l’obbligo di pubblicare informazioni sulle condizioni di lavoro e di occupazione sul sito web ufficiale nazionale, indicando gli elementi costitutivi obbligatori della retribuzione e la serie aggiuntiva di condizioni di lavoro e di occupazione applicabili ai distacchi superiori a 12 o, se del caso, 18 mesi. Tali informazioni dovranno essere accurate e regolarmente aggiornate.