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POSTATO DA Arlati Ghislandi
La nuova disciplina del lavoro a tempo determinato delineata dal Decreto ‘Dignità’
16
lug
2018

Il Decreto ‘Dignità’ è entrato in vigore il 14 luglio 2018, confermando, salvo talune opportune modifiche, l’impianto normativo in materia di lavoro a termine contenuto in versioni circolate precedentemente alla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

 

In data 13 luglio 2018 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.L. 12 luglio 2018, n. 87, recante ‘Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese’, in vigore dal 14 luglio 2018.

 

Pur confermando, in via generale, l’impianto normativo delineato dalle versioni del testo circolate prima della sua pubblicazione, il D.L. 12 luglio 2018, n. 87 presenta:

a)    una più esatta definizione delle esigenze che consentono di apporre un termine al contratto individuale di lavoro. E’ opportuno precisare che il termine può essere apposto a fronte di:

-        ‘esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività, ovvero esigenze sostitutive di altri lavoratori’;

-        ‘esigenze connesse ad incrementi temporanei significativi e non programmabili, dell’attività ordinaria’;

b)    un’espressa disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato per lo svolgimento di attività stagionali, in forza della quale il rinnovo e la proroga sono in tal caso ammessi anche senza dover dedurre nel contratto le esigenze altrimenti previste per la generalità dei contratti a tempo determinato.

 

Nonostante sia stato da più parti auspicato, non è previsto alcun periodo; quindi, il decreto legge trova immediata applicazione anche in relazione ai contratti di lavoro a tempo determinato in corso al 14 luglio 2018. Più precisamente, ai contratti a tempo determinato in esecuzione a detta data si applicano le disposizioni da ultimo introdotte in tema di rinnovo, proroga e durata complessiva.

 

Non hanno subito alcuna variazione rispetto alle versioni del testo diffuse prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale le norme riguardanti i) la somministrazione di lavoro, ii) l’indennità di licenziamento ingiustificato e iii) l’incremento della contribuzione del contratto a tempo determinato.