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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Lavoratore a termine in sostituzione in un’azienda complessa
18
ott
2019

Nelle realtà aziendali complesse, l’apposizione di un termine al contratto individuale di lavoro per esigenze sostitutive è legittima anche quando il datore di lavoro si sia limitato ad indicare il numero e l’inquadramento dei lavoratori da sostituire e il luogo della prestazione, senza far espressa menzione del nominativo del lavoratore sostituìto. 

 

Con sentenza del 23 agosto 2019, n. 21672, la Corte di Cassazione ha chiarito che nelle realtà aziendali complesse, l’apposizione di un termine a un contratto di lavoro individuale stipulato per ragioni di carattere sostitutivo è legittimo se, pur senza indicare il nominativo del lavoratore sostituìto, ‘l’enunciazione dell’esigenza di sostituire lavoratori assenti è integrata dall’indicazione di elementi ulteriori’ che ‘consentano di determinare il numero dei lavoratori da sostituire, ancorché non identificati nominativamente, ferma restando, in ogni caso, la verificabilità della sussistenza effettiva del prospettato presupposto di legittimità’.

 

Quindi, ai fini della legittimità della clausola appositiva del termine, nelle realtà aziendali complesse è sufficiente dedurre nel contratto:

-        l’ambito territoriale di riferimento;

-        il luogo della prestazione lavorativa;

-        l’inquadramento e le mansioni dei lavoratori che saranno sostituiti;

-        il diritto dei lavoratori sostituiti alla conservazione del posto di lavoro.

Infatti, nelle realtà aziendali complesse la sostituzione può anche essere riferita ad una funzione produttiva specifica, occasionalmente scoperta, e non ad una singola persona.

 

Secondo la Corte non è necessario, pertanto, dimostrare la coincidenza fra i giorni di lavoro svolti dal lavoratore sostituto e i giorni di assenza del lavoratore sostituito né, tantomeno, che l’attività di lavoro svolta sarebbe stata quella che avrebbe svolto il lavoratore assente.