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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Lavoratore inidoneo alla mansione: ipotesi di legittimità del licenziamento
23
ago
2019

È legittimo il licenziamento per sopravvenuta e permanente inidoneità di un lavoratore quando l’adozione degli opportuni adattamenti organizzativi comporti, oltre che oneri finanziari non proporzionati, un inasprimento dei rischi per la salute e sicurezza per i lavoratori presenti nel teatro lavorativo nonché inefficienze produttive.

 

Con sentenza del 10 luglio 2019, n. 18556, la Corte di Cassazione, nel solco di un proprio consolidato orientamento, ha ritenuto legittimo il licenziamento per sopravvenuta e permanente inidoneità di un lavoratore a svolgere ogni mansione in azienda ad eccezione di talune attività che, nell’ipotesi vi fosse stato adibito, avrebbero comportato, oltre che oneri finanziari sproporzionati, un inasprimento dei rischi per la salute e sicurezza per i lavoratori presenti nel teatro lavorativo nonché inefficienze produttive.

 

Nel caso di specie, il lavoratore era stato ritenuto permanentemente inidoneo a svolgere ogni mansione in azienda ad eccezione di alcune attività che, ove vi fosse stato effettivamente adibito, il datore di lavoro aveva accertato avrebbero:

-        comportato sia l’adozione di una diversa organizzazione del lavoro in funzione delle patologie e limitazioni di cui il lavoratore era affetto che oneri finanziari non proporzionati rispetto alle dimensioni e alle caratteristiche dell’impresa (articolo, comma 3-bis del D.Lgs. 2003, n. 216 del 2003);

-        aggravato la posizione di altri lavoratori, che sarebbero stati tenuti a svolgere più impegnative mansioni affidate secondo un regime di rotazione su postazioni, determinando peraltro l’esposizione ad un maggior rischio per la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Secondo un risalente orientamento della Corte di Cassazione (sentenza 7 agosto 1998, n. 7755), il necessario bilanciamento tra la tutela della persona disabile e la libertà di iniziativa economica comporta che l’assegnazione del lavoratore ad altre mansioni possa essere legittimamente rifiutata dall’imprenditore ove determini aggravi organizzativi o il trasferimento di altri lavoratori (ad esempio, il datore di lavoro non è tenuto a ‘concentrare’ in singole posizioni lavorative talune mansioni così come non è obbligato a creare nuove apposite mansioni).

 

Nel caso in esame, la Suprema Corte ha escluso la possibilità per il datore di lavoro di utilizzare, in relazione al contesto lavorativo accertato, il lavoratore in altre mansioni o in altri reparti, dichiarando legittimo il licenziamento per inidoneità sopravvenuta del lavoratore.