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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Legittimità del licenziamento per una condotta extralavorativa grave
27
mar
2019

E’ legittimo il licenziamento del lavoratore che abbia realizzato una condotta extralavorativa che per la sua gravità giustifichi il licenziamento per giusta causa, avendo detta condotta un riflesso, anche solo potenziale ma oggettivo, sullo svolgimento del rapporto di lavoro.

 

Con sentenza 19 febbraio 2019, n. 4804, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del datore di lavoro che ha proceduto, in sede disciplinare, ad irrogare il provvedimento del licenziamento nei confronti del lavoratore chiamato in giudizio immediato per illecita detenzione di un’ingente quantità di sostanze stupefacenti al fine evidente di spaccio.

 

Il datore di lavoro ha avviato la procedura disciplinare alla luce del verbale di arresto in flagranza e del verbale di perquisizione elevati dall’Autorità.

 

La Suprema Corte ha evidenziato come nel caso di specie il datore di lavoro abbia legittimamente adottato il provvedimento estromissorio a conclusione dell’iter disciplinare di cui all’articolo 7 della Legge 20 maggio 1970, n. 300, poiché tale convincimento è maturato valutando fatti materiali (cioè l’accertata detenzione e l’evidente finalità di spaccio di un’elevata quantità di sostanze stupefacenti).

 

Il giudice civile può infatti valutare, in fase di contraddittorio, ogni elemento dotato di efficacia probatoria, anche quando questo pertenga ad un processo penale, ben potendo il lavoratore contestare i fatti in tal modo acquisiti in sede penale nell’ambito del giudizio civile.

 

Il lavoratore che abbia detenuto un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti con cadenza regolare ha realizzato una condotta che di per sé  giustifica il licenziamento per giusta causa, ‘avendo un riflesso, anche solo potenziale ma oggettivo, sulla funzionalità del rapporto di lavoro.