04 marzo 2021 - Assegno di natalità: domande dal 3 marzo 02 marzo 2021 - DPCM 2 marzo 2021: Nuove misure anti COVID-19 in vigore dal 6 marzo 202101 marzo 2021 - Inserirei Amministrazioni: solo SPID dal 1° marzo23 febbraio 2021 - Proroga divieto spostamento tra Regioni sino al 27 marzo - Comunicato stampa CdM19 febbraio 2021 - Fondo Nuove Competenze: l’ANPAL recepisce la proroga al 30 giugno 2021 e modifica i termini della fase istruttoria18 febbraio 2021 - Riforma IRPEF: preannunciate semplificazione e razionalizzazione del prelievo15 febbraio 2021 - Buoni pasto e smart working: l’Agenzia delle Entrate conferma l’esenzione fiscale12 febbraio 2021 - Nuovo Esonero contributivo in alternativa a trattamenti di integrazione salariale, primi chiarimenti INPS

POSTATO DA Arlati Ghislandi
Licenziamenti in deroga al blocco, obbligo di ticket Naspi in caso di accordo collettivo aziendale
12
feb
2021

Le indicazioni operative contenute nel messaggio INPS n. 528 del 5 febbraio 2021, analizzano gli aspetti pratici delle disposizioni previste dall’ art. 14 del Decreto Agosto n.104, in materia di licenziamenti collettivi e individuali per giustificato motivo oggettivo in deroga al divieto di interruzione dei rapporti di lavoro.

 

Come confermato dalla Legge di bilancio 2021, il blocco dei licenziamenti viene meno, tra gli altri casi, anche nelle ipotesi di accordo collettivo aziendale di incentivo all’esodo, stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale. Al lavoratore aderente - che di fatto traduce l’accordo in risoluzione consensuale - è riconosciuto il diritto alla NASPI.

 

Tale estensione del diritto alla disoccupazione fa sorgere in capo al datore di lavoro l’obbligo del versamento del ticket di licenziamento.

 

Il contributo è pari a 503,30 euro per 12 mesi di lavoro effettuato, per un massimo 36 mesi e per complessivi 1.509,90 euro per rapporti di lavoro di durata pari o superiore a 3 anni. In caso di licenziamenti collettivi il ticket è pari al doppio; vale a dire, rispettivamente 1.006,59 euro e 3.019,77 euro.

 

Oltre al versamento del contributo entro il 16 del secondo mese seguente il licenziamento, le interruzioni dei rapporti di lavoro avviate dal 15 agosto 2020 dovranno essere esposte nel flusso Uniemens indicando il nuovo codice   “2A”, avente il significato di: “Interruzione del rapporto di lavoro a seguito di accordo collettivo aziendale, stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro”.

 

I datori di lavoro che abbiano utilizzato un codice <> diverso da quello sopra indicato, dovranno procedere alle necessarie correzioni.

 

In relazione alle cessazioni intervenute prima della pubblicazione del messaggio INPS, il ticket di licenziamento dovrà essere versato entro e non oltre la scadenza di versamento della denuncia del mese di marzo 2021, senza applicazione di ulteriori oneri.

 

Per le aziende che hanno eseguito revoche ai licenziamenti a fronte di un ricorso a trattamenti di integrazioni salariali nel periodo 15 agosto -13 ottobre 2020 (Art. 14 c. 4 D.L. n. 104/2020), il messaggio chiarisce che l’eventuale contributo già versato può essere recuperato tramite regolarizzazione.