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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Licenziamento collettivo – Equilibrata ponderazione dei criteri di scelta
17
gen
2019

Nell’ambito di una procedura di licenziamento collettivo, i criteri legali di scelta dei lavoratori destinatari del provvedimento di recesso devono essere ponderati con equilibrio; l’applicazione di un sistema di selezione fortemente sbilanciato a favore del criterio organizzativo comporta l’illegittimità dei licenziamenti intimati.

 

Con sentenza 19 dicembre 2018, n. 32876, la Corte di Cassazione ha giudicato illegittimo il licenziamento intimato ad un lavoratore nell’ambito di un licenziamento collettivo in quanto il punteggio attribuito nel caso di specie ai distinti criteri di scelta utilizzati ai fini dell’individuazione dei lavoratori destinatari del provvedimento di recesso avrebbe celato un intento ritorsivo. Infatti, il datore di lavoro ha predisposto una graduatoria dei lavoratori attribuendo un rilievo notevolmente differente ai criteri concorrenti; mentre al criterio organizzativo (basato peraltro sull’espressa disponibilità dei lavoratori a svolgere la propria attività in regime di turnazione per fasce orarie) è stato attribuito un valore di 10 punti, un valore significativamente (e ingiustificatamente)  inferiore è stato assegnato agli altri criteri legali concorrenti, falsando l’intero sistema di selezione dei lavoratori: all’anzianità di servizio e carichi di famiglia sono stati attribuiti rispettivamente i valori di 5 punti e 1 punto.

 

Il sistema di selezione così strutturato è risultato quindi disequilibrato, poiché, neutralizzando di fatto l’incidenza dei criteri di scelta dell’anzianità di servizio e dei carichi di famiglia, ha mirato a confermare in servizio prioritariamente i lavoratori aderenti alla proposta del datore di lavoro di articolare l’orario di lavoro in regime di turnazione, estromettendo i lavoratori che non hanno aderito alla proposta di variazione dell’orario di lavoro.