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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Licenziamento collettivo: graduale cessazione dell’attività e obbligo di comunicazione
22
nov
2018

Nel caso in cui il licenziamento collettivo per cessazione dell’attività dell’impresa sia attuato gradualmente, la violazione dell’obbligo di comunicazione entro il termine perentorio di 7 giorni da ciascuna comunicazione di recesso comporta l’illegittimità del licenziamento e il conseguente versamento di un’indennità risarcitoria a favore del lavoratore interessato.

 

L’articolo 4, comma 9 della Legge 23 luglio 1991, n. 223 prevede che ‘raggiunto l’accordo sindacale ovvero esaurita la procedura (…), l’impresa ha facoltà di licenziare gli impiegati, gli operai e quadri eccedenti, comunicando per iscritto a ciascuno di essi il recesso, nel rispetto dei termini di preavviso.

 

La citata disposizione prevede altresì che entro 7 giorni dalla comunicazione dei recessi deve essere comunicato alle associazioni sindacali di categoria e alle autorità competenti l’elenco dei lavoratori licenziati, indicando, per ciascun lavoratore:

-        il nominativo e il luogo di residenza nonché l’età e il carico di famiglia;

-        la qualifica e il livello di inquadramento;

-        puntualmente le modalità con le quali sono stati applicati i criteri di scelta (…).

 

Con sentenza 2 novembre 2018, n. 28034, la Corte di Cassazione ha precisato che il predetto termine di 7 giorni ha natura cogente e perentoria. Il carattere di cogenza e perentorietà del termine non subisce alcun affievolimento nel caso in cui il licenziamento collettivo per la cessazione dell’attività sia attuato gradualmente nel tempo, al fine di consentire ad un gruppo individuato di lavoratori (e definito sulla base delle competenze professionali in possesso di ciascuno di questi) di portare a termine le operazioni di liquidazione.

 

In tale ipotesi, a ciascun licenziamento deve seguire, nel predetto termine di 7 giorni, la comunicazione in argomento. La violazione dell’obbligo di comunicazione pregiudicherebbe infatti l’esercizio da parte del lavoratore interessato così come degli Uffici competenti e delle organizzazioni sindacali dell’attività di verifica della correttezza dei criteri di scelta posti a fondamento dei differenti tempi di operatività del licenziamento collettivo (diversamente, potrebbe accadere, ad esempio, che il lavoratore sia costretto ad impugnare il licenziamento senza essere a conoscenza dei criteri di scelta seguiti dal datore di lavoro).

 

La violazione dell’obbligo di comunicazione – che non ammette alcuna interpretazione ‘elastica’ - comporta dunque l’illegittimità del licenziamento del lavoratore e la condanna del datore di lavoro al pagamento di un’indennità risarcitoria.