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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Licenziamento disciplinare intimato oltre il termine stabilito dal contratto collettivo di lavoro - Reintegrazione del lavoratore
18
set
2018

Il licenziamento disciplinare intimato successivamente al termine stabilito dalla disciplina contrattuale è illegittimo per l’insussistenza del fatto contestato e comporta l’applicazione del regime di tutela reale (reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro e pagamento di un’indennità risarcitoria).

 

Text: La Suprema Corte, con sentenza 3 settembre 2018, n. 21569, ha accolto il ricorso del lavoratore giudicando l’illegittimità del licenziamento intimato oltre il termine di 10 giorni stabilito dal contratto collettivo di lavoro ai fini dell’irrogazione del provvedimento disciplinare d’estromissione.

 

Come anticipato, la disciplina contrattuale applicato al caso di specie stabilisce che il licenziamento disciplinare deve essere irrogato entro 10 giorni dal termine previsto per la presentazione delle controdeduzioni da parte del lavoratore interessato. Diversamente, le giustificazioni devono intendersi accolte; ciò al fine di evitare che si ingenerino ragionevoli affidamenti nel lavoratore.

 

Considerato quanto sopra, il licenziamento irrogato successivamente alla scadenza del termine contrattuale concesso al datore di lavoro ai fini dell’adozione del provvedimento disciplinare estromissivo, implica necessariamente l’accoglimento delle giustificazioni del lavoratore e l’illegittimità del licenziamento per l’insussistenza del fatto poiché, essendo considerate accolte le giustificazioni del lavoratore interessato, viene meno l’elemento essenziale della giusta causa.

 

Accade, nel caso di specie, che ‘l’addebito mosso a carico del lavoratore, sia, infatti, venuto a cadere per l’intervenuta implicita ammissione da parte del datore di lavoro dell’insussistenza della condotta illecita che ha reso il fatto contestato non più configurabile come mancanza sanzionabile’.

 

Da tale assunto discende il fatto che il licenziamento intimato successivamente al termine contrattuale prescritto è soggetto alla disciplina della tutela reale di cui all’articolo 18, comma 4 della Legge 20 maggio 1970, n. 300, ai sensi del quale il giudice annulla il licenziamento e condanna il datore di lavoro i) alla reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro, ii) al pagamento di un’indennità risarcitoria commisurata all’ultima retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento sino a quello dell’effettiva reintegrazione (in ogni caso, la misura dell’indennità risarcitoria non può essere superiore a dodici mensilità della retribuzione globale di fatto) e iii) al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dal giorno del licenziamento fino a quello della effettiva reintegrazione.