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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Licenziamento illegittimo - Precisazioni circa l’esercizio dell’opzione per la corresponsione indennità sostitutiva
16
mag
2019

Il diritto del lavoratore illegittimamente licenziato allindennità sostitutiva è fondato sul presupposto del diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro; dunque, tale indennità non può essere riconosciuta nell’ipotesi in cui sia intervenuto il pensionamento del lavoratore interessato.

 

Con ordinanza 17 aprile 2019, n. 10721, la Corte di Cassazione ha ribadito come il diritto del lavoratore illegittimamente licenziato all’indennità sostitutiva sia fondato sul presupposto del diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro.

 

Laddove al licenziamento illegittimo sia seguito il pensionamento del lavoratore interessato non è possibile la reintegrazione e, conseguentemente, neppure il riconoscimento del diritto all’indennità sostitutiva per la quale il lavoratore potrebbe optare ai sensi dell’articolo 18, comma 5 della Legge 23 luglio 1991, n. 223, nell’ipotesi in cui non intendesse dar seguito alla reintegrazione.

 

L’obbligazione del datore di lavoro di versare un’indennità pari a quindici mensilità è appunto  un’obbligazione con facoltà alternativa e, come anticipato, il diritto alla reintegrazione costituisce il presupposto necessario per l’esercizio della facoltà di scelta da parte del lavoratore.

 

‘Ne consegue che in tutti i casi in cui l’obbligazione reintegratoria sia divenuta impossibile per causa non imputabile al datore di lavoro, non è dovuta neanche l’indennità sostitutiva’.

 

Nel caso di specie, il giudice ha disposto che il risarcimento del danno fosse determinato dalla data di licenziamento sino all’effettivo pensionamento e ha ritenuto che al lavoratore licenziato illegittimamente non dovesse competere l’indennità sostitutiva in quanto giudicato inabile all’attività lavorativa e titolare di un trattamento di pensione che rende di per sé impossibile sia la reintegra che il pagamento dell’indennità sostitutiva.

 

È opportuno precisare che la mera maturazione del diritto alla pensione o la presentazione della domanda di pensione non sono di per sé circostanze ostative al riconoscimento della reintegrazione (o, in alternativa, al riconoscimento del diritto all’indennità sostitutiva), in quanto non comportano l'estinzione del rapporto di lavoro, che può considerarsi risolto solo quando intervengano il licenziamento, le dimissioni od il pensionamento del lavoratore.