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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Licenziamento per giusta causa del dirigente che impiega fondi ‘occulti’
31
lug
2018

E’ legittimo il licenziamento per giusta causa intimato al dirigente che abbia utilizzato, seppure nell’interesse del datore di lavoro, fondi occulti senza che rendesse nota tale condotta al datore di lavoro stesso né tentasse di farla cessare.

 

Con sentenza 3 luglio 2018, n. 17356, la Corte di Cassazione ha ritenuto legittimo il licenziamento per giusta causa intimato al lavoratore - appartenente alla categoria dei dirigenti - per falsa fatturazione e acquisti effettuati ricorrendo a fondi non iscritti in bilancio.

 

La Suprema Corte ha infatti precisato come la creazione e gestione di detti fondi (nonché il fatto che il lavoratore non sia in alcun modo intervenuto perché tale condotta cessasse e non abbia neppure reso edotti tempestivamente i nuovi vertici aziendali) sia idonea di per sé ad incidere profondamente sul vincolo fiduciario posto alla base del rapporto dirigenziale e, in ragione della palese violazione delle regole vigenti in materia di contabilità e bilancio, sufficiente a integrare la giusta causa del recesso datoriale.

 

Inoltre, secondo il convincimento della Suprema Corte, a nulla valgono le circostanze secondo cui:

-        il lavoratore ha contestato la legittimità del licenziamento in quanto non è stato dato corso alla procedura prevista dall’articolo 7 della Legge 20 maggio 1970, n. 300 (nel caso di specie, trovando la giusta causa di licenziamento il proprio fondamento in una condotta manifestamente contraria all’etica comune e in chiara violazione dei doveri fondamentali del rapporto di lavoro subordinato, è irrilevante l’adozione del codice disciplinare ai fini del licenziamento);

-        il fatto che la condotta antigiuridica del lavoratore sia stata da questi realizzata nell’interesse della società datrice di lavoro e con il benestare dei vertici proprietari è irrilevante per due ordini di ragioni: i) tale ‘complicità’ (o tolleranza) non è stata dimostrata dal lavoratore ricorrente e ii) come asserito da un consolidato orientamento giurisprudenziale, non è possibile identificare la società col volere dei suoi vertici proprietari.