21 settembre 2018 - TFR: aggiornato il coefficiente di rivalutazione per il mese di Agosto 201817 settembre 2018 - Crollo ponte Morandi: il MEF sospende gli adempimenti tributari06 settembre 2018 - Privacy: pubblicato in GU il decreto attuativo del GDPR24 agosto 2018 - Ministero del lavoro: rivalutate le prestazioni economiche per danno biologico da Luglio 201821 agosto 2018 - INAIL: rivalutazione dell'assegno di incollocabilità dal 1°Luglio 201803 agosto 2018 - INL/Regione Lazio: sottoscritto un protocollo su monitoraggio e verifica dei tirocini25 luglio 2018 - Applicabilità ai lavoratori autonomi del principio di ‘sterilizzazione’ dei contributi ‘dannosi’ 02 luglio 2018 - 31 luglio 2018: scade il CCNL Commercio Confcommercio

POSTATO DA Arlati Ghislandi
Licenziamento per inabilità al lavoro
29
mar
2018

Con sentenza 21 marzo 2018, n. 7065 la Suprema Corte ha precisato che in sede di giudizio può essere disposta una consulenza tecnica d’ufficio affinché sia accertata la sussistenza della inabilità del lavoratore. Peraltro, laddove il giudizio espresso della Struttura sanitaria pubblica contrasti con quella del consulente formatasi in sede di giudizio, il giudice di merito è tenuto a confrontare ‘le diverse risultanze allo scopo di stabilire quale sia maggiormente attendibile e convincente, con un apprezzamento valutativo sottratto al sindacato di legittimità ove correttamente e logicamente motivato’.

Come anticipato, neppure il datore di lavoro è vincolato al giudizio della Struttura sanitaria pubblica. L’inabilità del lavoratore non integra di per sé la fattispecie di sopravvenuta impossibilità della prestazione lavorativa; infatti, è onere del datore di lavoro dimostrare l’inesistenza di altre mansioni a cui adibire il lavoratore inabile.

Dunque, il datore di lavoro può optare per la risoluzione del rapporto di lavoro in essere con il lavoratore inabile al lavoro a condizione che possa dimostrare di non poterlo in alcun modo destinare ad altre mansioni (anche inferiori) che risultino compatibili con lo stato di salute senza che ciò determini un’alterazione della struttura produttiva ed organizzativa.

La soluzione del licenziamento è comunque percorribile nell’ipotesi in cui il lavoratore abbia espresso inequivocabilmente il proprio rifiuto ad una qualsiasi diversa assegnazione.