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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Licenziamento per inabilità al lavoro
29
mar
2018

Con sentenza 21 marzo 2018, n. 7065 la Suprema Corte ha precisato che in sede di giudizio può essere disposta una consulenza tecnica d’ufficio affinché sia accertata la sussistenza della inabilità del lavoratore. Peraltro, laddove il giudizio espresso della Struttura sanitaria pubblica contrasti con quella del consulente formatasi in sede di giudizio, il giudice di merito è tenuto a confrontare ‘le diverse risultanze allo scopo di stabilire quale sia maggiormente attendibile e convincente, con un apprezzamento valutativo sottratto al sindacato di legittimità ove correttamente e logicamente motivato’.

Come anticipato, neppure il datore di lavoro è vincolato al giudizio della Struttura sanitaria pubblica. L’inabilità del lavoratore non integra di per sé la fattispecie di sopravvenuta impossibilità della prestazione lavorativa; infatti, è onere del datore di lavoro dimostrare l’inesistenza di altre mansioni a cui adibire il lavoratore inabile.

Dunque, il datore di lavoro può optare per la risoluzione del rapporto di lavoro in essere con il lavoratore inabile al lavoro a condizione che possa dimostrare di non poterlo in alcun modo destinare ad altre mansioni (anche inferiori) che risultino compatibili con lo stato di salute senza che ciò determini un’alterazione della struttura produttiva ed organizzativa.

La soluzione del licenziamento è comunque percorribile nell’ipotesi in cui il lavoratore abbia espresso inequivocabilmente il proprio rifiuto ad una qualsiasi diversa assegnazione.