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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Licenziamento per inidoneità sopravvenuta: adibizione a mansioni mai svolte
25
set
2019

La Cassazione ha affermato che non è legittimo il licenziamento del lavoratore per inidoneità fisica sopravvenuta se il datore non ha verificato la possibilità di adibire il lavoratore a mansioni inferiori seppur mai svolte dallo stesso.

 

Con sentenza 16 luglio 2019, n. 19025, la Corte di Cassazione si è espressa in tema di licenziamento del lavoratore per inidoneità fisica sopravvenuta, sancendone la legittimità a condizione che il datore di lavoro abbia preliminarmente verificato l’impossibilità di adibire il lavoratore ad altre mansioni, anche se inferiori e mai svolte dallo stesso.

 

Affinché il licenziamento per inidoneità fisica sopravvenuta del lavoratore sia legittimo, il datore di lavoro è tenuto ad accertare:

-        che l’inidoneità fisica sopravvenuta del lavoratore lo renda inidoneo a svolgere le mansioni affidategli;

-        che sia impossibile adibire lo stesso ad una diversa attività che sia riconducibile alle mansioni assegnategli o a queste equivalenti.

 

Ove ciò sia impossibile, il datore di lavoro è tenuto a valutare la possibilità di adibizione del lavoratore a mansioni inferiori, sempre che tale diversa attività sia utilizzabile nell’impresa, secondo l’assetto organizzativo insindacabilmente stabilito dall’imprenditore.

 

Non rileva che le nuove mansioni affidate al lavoratore non siano mai state svolte dallo stesso.