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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Licenziamento per superamento del periodo di comporto
19
set
2018

L’atto di licenziamento per superamento del periodo di comporto non deve necessariamente riportare una descrizione completa e minuta di ogni periodo di assenza del lavoratore per malattia, ma deve comunque contenere indicazioni tali da consentire una chiara individuazione dello specifico motivo del licenziamento.

 

Con ordinanza 23 agosto 2018, n. 21042, la Corte di Cassazione ha confermato un fermo orientamento giurisprudenziale con riguardo al licenziamento per superamento del periodo di comporto.

 

Come evidente, il licenziamento per superamento del periodo di comporto non è assimilabile ad un licenziamento disciplinare; è infatti inesatto sostenere che le assenze riconducibili allo stato di malattia del lavoratore, e che determinano il superamento del periodo di comporto, siano ‘contestate’ dal datore di lavoro che procede al licenziamento.

 

Perché dispieghi i propri tipici effetti giuridici, l’atto di licenziamento per superamento del periodo di comporto non deve necessariamente riportare una descrizione completa e minuta di ogni periodo di assenza, ‘potendosi ritenere sufficienti indicazioni più complessive, idonee ad evidenziare un superamento del periodo di comporto in relazione alla disciplina contrattuale applicabile, come l’indicazione del numero totale di assenze verificatesi in un determinato periodo, fermo poi restando l’onere, nell’eventuale sede giudiziaria, di allegare e provare, compiutamente, i fatti costitutivi del potere esercitato’ (Corte di Cassazione, sentenza 24 ottobre 2016, n. 21377).

 

Con l’ordinanza in commento, la Suprema Corte ha confermato il principio per il quale ‘il datore di lavoro non deve specificare nella comunicazione i singoli giorni di assenza’, ma neppure l’atto di licenziamento può limitarsi ad indicare il solo termine finale di maturazione del comporto, in quanto non è in tal modo soddisfatto il requisito di sufficiente specificazione dei motivi del licenziamento di cui all’articolo 2, comma 2 della Legge 15 luglio 1966, ai sensi del quale ‘la comunicazione del licenziamento deve contenere la specificazione dei motivi che lo hanno determinato’.