27 novembre 2018 - TFR: aggiornato il coefficiente di rivalutazione per il mese di Ottobre 201809 novembre 2018 - Rottamazione-ter: disponibili i modelli sul sito dell'Agenzia delle Entrate05 novembre 2018 - Agenzia delle Entrate-Riscossione: attivo il servizio "SALTA FILA" per i contribuenti26 ottobre 2018 - Apprendistato duale: accordo della Regione Veneto per artigianato e PMI17 settembre 2018 - Crollo ponte Morandi: il MEF sospende gli adempimenti tributari06 settembre 2018 - Privacy: pubblicato in GU il decreto attuativo del GDPR24 agosto 2018 - Ministero del lavoro: rivalutate le prestazioni economiche per danno biologico da Luglio 201821 agosto 2018 - INAIL: rivalutazione dell'assegno di incollocabilità dal 1°Luglio 201803 agosto 2018 - INL/Regione Lazio: sottoscritto un protocollo su monitoraggio e verifica dei tirocini25 luglio 2018 - Applicabilità ai lavoratori autonomi del principio di ‘sterilizzazione’ dei contributi ‘dannosi’

POSTATO DA Arlati Ghislandi
Limite massimo della media di ore di lavoro notturno - Criteri di calcolo
28
feb
2019

L’INL ha precisato che il limite massimo della media delle ore di lavoro notturno lavorate deve essere individuato con riferimento ad un periodo di 6 giorni, anche nell’ipotesi in cui la settimana lavorativa sia articolata su 5 giorni di lavoro.

 

Con nota 14 febbraio 2019, n. 1438, l’INL ha offerto precisazioni con riguardo all’articolo 13 del D.Lgs. 8 aprile 2003, n. 66, per effetto del quale ‘l'orario di lavoro dei lavoratori notturni non può superare le otto ore in media nelle ventiquattro ore, salva l’individuazione da parte dei contratti collettivi, anche aziendali, di un periodo di riferimento più ampio sul quale calcolare come media il suddetto limite’.

 

Come noto, l’articolo 18-bis, comma 7 del citato decreto punisce la violazione del limite con la sanzione amministrativa compresa tra € 51,00 e € 154,00, per ogni giorno e per ogni lavoratore adibito al lavoro notturno oltre il limite previsto.

 

La norma non istituisce un riferimento temporale in base al quale determinare il suddetto limite orario, così che l’INL ha individuato nella ‘settimana lavorativa’ un ragionevole parametro applicabile.

 

Il limite orario in parola è dunque determinato in un arco temporale di 6 giorni, a prescindere dal fatto che l’articolazione oraria di lavoro sia organizzata su 5 o 6 giorni lavorativi.

 

‘Tale soluzione, che prescinde quindi da una valutazione caso per caso legata al singolo orario di lavoro del dipendente, consente una applicazione più uniforme della disciplina in materia di lavoro notturno, tenendo in debito conto il fatto che il lavoratore abitualmente impiegato su 5 giorni a settimana avrebbe comunque due giorni per il recupero delle proprie energie psicofisiche’.

 

Diversamente, nell’ipotesi in cui la settimana lavorativa di 40 ore fosse articolata su 5 giorni e il limite massimo di ore di lavoro notturno lavorate fosse determinato sulla base del predetto periodo di 5 giorni, il limite coinciderebbe con l’orario normale del lavoratore notturno e il datore di lavoro si troverebbe nell’impossibilità di chiedere lo svolgimento di prestazioni di lavoro straordinario.