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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Misura della sanzione accessoria delle spese di rimpatrio del lavoratore straniero irregolare
26
feb
2019

Per l’anno 2018, la misura della sanzione del pagamento del costo medio del rimpatrio è stata fissata in € 1.398,00. Tale sanzione amministrativa (accessoria) è irrogata dal giudice che abbia accertato l’occupazione illegale di un lavoratore straniero privo di permesso di soggiorno in corso di validità.

 

Con D.M. 22 dicembre 2018 n. 151, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 15 febbraio 2019, n. 39, è stata determinata la misura della sanzione amministrativa accessoria del pagamento del costo medio del rimpatrio irrogata dall’autorità giudicante nei confronti del datore di lavoro che abbia occupato illegalmente un lavoratore straniero privo di permesso di soggiorno (articolo 22, comma 12-ter del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286).

 

Il costo medio del rimpatrio, determinato anche in considerazione dell’incidenza degli oneri economici connessi alla necessità di garantire servizi di accompagnamento e scorta, è fissato, per l’anno 2018, in € 1.398,00. Tale sanzione deve essere versata in unica soluzione.

 

Resta ferma l’applicazione dell’articolo 22, commi 12 e 12-bis del richiamato D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, in forza dei quali è stabilito rispettivamente che:

a)       il datore di lavoro che occupi un lavoratore straniero privo del permesso di soggiorno è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa di 5mila euro per ogni lavoratore impiegato. La medesima sanzione si applica anche nell’ipotesi in cui il permesso sia scaduto (e non sia stato chiesto, nei termini di legge, il rinnovo), revocato o annullato. Secondo il dominante orientamento giurisprudenziale, la sanzione in parola si applica in relazione a qualsiasi tipologia di rapporto di lavoro instaurato, anche se atipico od occasionale;

b)      le pene di cui alla precedente lettera a) sono aumentate da un terzo alla metà se: i) i lavoratori occupati sono in numero superiore a tre, ii) se i lavoratori occupati sono minori in età non lavorativa o iii) se i lavoratori occupati sono sottoposti a condizioni lavorative di particolare sfruttamento.