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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Modalità di pagamento di retribuzioni ed emolumenti vigenti dal 1° luglio 2018
29
giu
2018

A decorrere dal 1° luglio 2018, le retribuzioni e gli emolumenti che i datori di lavoro e i committenti sono tenuti a corrispondere ai lavoratori dovranno essere pagate secondo le modalità espressamente prescritte dalla normativa vigente. In sede d’ispezione, saranno verificate sia la congruità delle modalità di pagamento che l’effettivo versamento.

 

L’articolo 1, commi 910 e seguenti della Legge di Stabilità e Bilancio 2018 dispone che, a far tempo dal 1° luglio 2018, i datori di lavoro e i committenti sono tenuti a corrispondere retribuzioni ed emolumenti – nonché ogni anticipo di questi – attraverso gli strumenti di pagamento espressamente individuati dalla normativa e di seguito elencati:

-        bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;

-        strumenti di pagamento elettronico;

-        pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale presso il quale il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;

-        emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato.

 

E’ opportuno portare in evidenza che dall’ambito di applicazione della richiamata norma restano esclusi i compensi derivanti da i) borse di studio, ii) tirocini, iii) rapporti autonomi di natura occasionale nonché le retribuzioni corrisposte al lavoratore domestico.

 

La violazione delle suindicate disposizioni è punita con la sanzione amministrativa compresa tra € 1.000,00 e € 5.000,00; nell’ipotesi di accerta violazione, la sanzione sarà irrogata in misura ridotta ai sensi dell’articolo 16 della Legge 24 novembre 1981, n. 689.

 

Giuste le indicazioni offerte dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) con nota 22 maggio 2018, n. 4538, la violazione è integrata quando:

-        la corresponsione delle retribuzioni o degli emolumenti sia effettuata con modalità diverse da quelle suindicate;

-        il versamento disposto con le prescritte modalità non sia stato realmente effettuato perché, ad esempio, revocato od annullato; l’INL ritiene che tali eventualità evidenzino lo scopo elusivo del datore di lavoro e costituiscano dunque una violazione delle disposizioni in esame.

 

In ogni caso, la firma apposta dal lavoratore sulla busta paga non ha alcun valore probatorio ai dell’avvenuto pagamento della retribuzione.

 

In sede d’ispezione, l’organo di vigilanza verificherà non solo la corretta modalità di pagamento bensì anche l’effettivo pagamento della retribuzione dovuta.