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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Natura retributiva dell’indennità per ferie non godute – Obbligazione previdenziale
15
giu
2018

L’indennità sostitutiva delle ferie non fruite dal lavoratore ha natura mista, al contempo ‘retributiva’ e ‘risarcitoria’. Confermando un orientamento giurisprudenziale non sempre univoco, la Suprema Corte ha affermato che detta indennità è certamente soggetta al prelievo dei contributi di previdenza e assistenza sociale.

 

Con ordinanza 29 maggio 2018, n. 13473, la Corte di Cassazione ha ribadito un proprio orientamento talvolta contrastato, secondo il quale l’indennità sostituiva corrisposta al lavoratore in ragione del periodo di ferie annuali non godute ha natura mista, cioè al tempo stesso risarcitoria e retributiva così che ai fini della prescrizione (decennale) prevale il carattere risarcitorio, mentre la natura retributiva implica che detta indennità sia considerata quale corrispettivo dell’attività lavorativa resa in un periodo in relazione al quale il lavoratore avrebbe dovuto percepire la retribuzione pur astenendosi dalla prestazione lavorativa.

 

L’attribuzione del carattere retributivo all’indennità sostituiva delle ferie non godute incide sul calcolo del trattamento di fine rapporto dovuto al lavoratore e sulla determinazione degli elementi accessori della retribuzione.

 

Inoltre, proprio in ragione del carattere retributivo attribuitole, l’indennità in esame costituisce base imponibile per il calcolo dei contributi di previdenza ed assistenza sociale ai sensi dell’articolo 12 della Legge 30 aprile 1969, n. 153: ciò in ragione del fatto che l’indennità sostitutiva per ferie non godute i) è un’attribuzione patrimoniale riconosciuta al lavoratore in ragione del rapporto di lavoro subordinato instaurato e ii) non è ricompresa nell’elencazione tassativa delle erogazioni escluse dall’imponibile contributivo dall’articolo 12, comma 3 della testé richiamata Legge 30 aprile 1969, n. 153.