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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Non vige un obbligo per il lavoratore a prestare la propria attività durante le festività infrasettimanali
02
ago
2019

Con ordinanza del 15 luglio del 2019, n. 18887, la Corte di Cassazione ha ritenuto illegittimo e ingiustificato il licenziamento intimato dal datore di lavoro al lavoratore che si è rifiutato di lavorare durante la festa del 1° maggio in base al fatto che l’ordinamento riconosce, in capo al lavoratore, il diritto di non prestare la propria attività lavorativa durante le festività.
La formazione del convincimento della Corte è basato sull’iter argomentativo di seguito riportato:
- la Legge 27 maggio 1949, n. 260 riconosce al lavoratore il diritto soggettivo di astenersi dal prestare l’attività lavorativa durante le festività celebrative a carattere civile e religioso infrasettimanali, fra le quali è ricompresa la Festa del Lavoro;
- il datore di lavoro non può impedire unilateralmente l’esercizio di tale diritto anche quando si presentino concrete esigenze produttive;
- la legittima rinuncia al relativo riposo è rimessa al solo accordo individuale tra il datore e il lavoratore o ad accordi stipulati con organizzazioni sindacali cui il lavoratore medesimo abbia conferito esplicito mandato.