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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Nuove priorità nell’ambito del lavoro agile (‘smart working’)
14
gen
2019

La Legge di Bilancio ha introdotto un vincolo di priorità nella stipulazione di accordi in materia di ‘lavoro agile’ a beneficio della madre lavoratrice sino al terzo anno dalla conclusione del periodo di congedo di maternità e a favore dei genitori lavoratori di un figlio disabile in situazione di gravità.

 

La Legge di Bilancio ha introdotto, a decorrere dal 1° gennaio 2019, l’articolo 18, comma 3-bis della Legge 22 maggio 2017, n. 81, per effetto del quale il datore di lavoro che intenda stipulare con un lavoratore un accordo per l’esecuzione della prestazione di lavoro in modalità agile è in ogni caso tenuto a dare priorità:

-        alla lavoratrice sino al terzo anno successivo alla conclusione del periodo di congedo di maternità (e, per analogia, al padre lavoratore che abbia fruito di un periodo di congedo di paternità);

-        al padre lavoratore o alla madre lavoratrice con un figlio disabile in situazione di gravità (articolo 3, comma 3, della Legge 5 febbraio 1992, n. 104).

 

In dette ipotesi, il diritto di priorità deve intendersi esteso ai genitori adottivi od affidatari.

 

E’ evidente che tale priorità non potrà che condizionare le esigenze di natura organizzativa e produttiva del datore di lavoro, prefigurando ipotesi in cui potranno persino emergere difficoltà di natura gestionale e procedurale (a mero titolo esemplificativo, si consideri l’ipotesi in cui per effetto della priorità attribuita ad un lavoratore, il datore di lavoro si trovi nella necessità di ridefinire il già vigente patto di lavoro agile posto in essere con altro lavoratore).

 

Si evidenzia altresì come, data l’approssimazione della tecnica redazionale della richiamata norma, l’ambito soggettivo d’applicazione potrebbe essere suscettibile di un significativo ampliamento, determinando un irrigidimento di una misura che, per sua natura, mira a comporre, con flessibilità e reciproco vantaggio, le esigenze di conciliazione dei tempi di vita e lavoro dei lavoratori e le esigenze organizzative e produttive imprenditoriali.  

 

Alla luce del nuovo vincolo di priorità, è opportuno che il datore di lavoro accolga l’eventuale richiesta di una lavoratrice o di un lavoratore in possesso dei requisiti soggettivi di cui sopra, deducendo nell’accordo che regola il lavoro agile le circostanze (comprovate documentalmente) che sono a fondamento del diritto di priorità.

 

Peraltro, si rileva come, fermo restando che il ‘lavoro agile’ è disciplinato mediante accordo individuale, probabilmente la contrattazione collettiva di lavoro interverrà presto in materia, integrando la richiamata disposizione e precisando ulteriormente l’ambito di applicazione delle ‘clausole di priorità’.