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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Obbligo di restituzione degli aiuti de minimis
27
mag
2020

L’impresa che abbia fruito di una o più forme d’aiuto di Stato in osservanza della disciplina comunitaria vigente in tema di ‘de minimis’ è tenuta alla restituzione degli aiuti di cui ha beneficiato in eccedenza rispetto al previsto limite di € 200mila nel triennio (per le imprese operanti nel settore dei trasporti su strada per conto di terzi il massimale previsto è pari a 100.000 euro).

 

Ai fini della verifica dell’osservanza di detto limite, devono essere considerati gli aiuti di Stato complessivamente fruiti, prendendo a riferimento il triennio decorrente dal momento in cui al soggetto interessato sia stato concesso il primo aiuto (articolo 3, paragrafo 2. del Regolamento UE 1407/2013 del 18 dicembre 2013).

 

Pertanto, il triennio è individuato su base mobile, poiché nell’ipotesi di concessione di un nuovo aiuto di Stato sottoposto al regime ‘de minimis’, si considera l’importo complessivo degli aiuti concessi nell’esercizio finanziario in corso e nei due precedenti.

 

Al riguardo, è opportuno precisare che l’aiuto di Stato in regime di ‘de minimis’ si intende concesso quando è accordato dallo Stato a norma del regime giuridico nazionale applicabile, prescindendo dalla data di effettiva erogazione degli aiuti de minimis all’impresa (articolo 3, paragrafo 4. del Regolamento UE 1407/2013 del 18 dicembre 2013).

 

Secondo un consolidato principio giurisprudenziale, la verifica della stretta osservanza della disciplina in materia di ‘de minimis’ è condotta con riguardo non al singolo aiuto, ‘ma al periodo di tre anni decorrente dal momento del primo aiuto, comprendendo ogni altro aiuto pubblico concesso quale aiuto de minimis’.

 

(Corte di Cassazione, ordinanza 6 aprile 2020, n. 7704)