02 luglio 2018 - 31 luglio 2018: scade il CCNL Commercio Confcommercio21 giugno 2018 - TFR: aggiornato il coefficiente di rivalutazione per il mese di maggio 201817 maggio 2018 - TFR: aggiornato il coefficiente di rivalutazione per il mese di aprile 201802 maggio 2018 - Rapporto sulla situazione del personale uomo donna: disponibile il manuale utente per l'invio18 aprile 2018 - Interpelli Agenzia delle Entrate: aggiornati gli indirizzi per l'invio16 aprile 2018 - Disponibili via web i modelli precompilati dell'Agenzia delle Entrate09 aprile 2018 - Rapporto biennale parità uomo - donna: scadenza il 30 aprile 06 aprile 2018 - Fissate le prestazioni economiche 2018 di malattia, maternità e tubercolosi05 aprile 2018 - Pensioni - l'INPS chiarisce i nuovi requisiti di accesso29 marzo 2018 - Linee di indirizzo triennali dell’azione in materia di politiche attive: pubblicato il decreto in GU

POSTATO DA Arlati Ghislandi
Obbligo di versamento della contribuzione calcolata sul periodo di ferie non godute
15
giu
2018

Con la contribuzione relativa al mese di Luglio 2018, il datore di lavoro sarà tenuto anche al versamento della contribuzione calcolata sul periodo residuo di ferie ‘obbligatorio’ relativo al 2016, ancorché non effettivamente fruito dal lavoratore.

 

Come noto, l’articolo 10 del D.Lgs. 8 aprile 2003, n. 66 stabilisce che il lavoratore ha diritto ad un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane e che, salvo che sia diversamente previsto dalla contrattazione collettiva o da una specifica disciplina, detto periodo debba essere fruito per almeno due settimane (consecutive in caso di richiesta del lavoratore) nel corso dell’anno di maturazione e, per le restanti due settimane, entro il diciottesimo mese dal termine dell’anno di maturazione. Il periodo di ferie può essere fruito frazionatamente.

 

Dunque, se il termine di fruizione di diciotto mesi dall’anno di maturazione stabilito dalla richiamata disposizione non è modificato da un contratto collettivo di lavoro, l’obbligo di versamento della contribuzione calcolata sul periodo di ferie residue maturate nel corso del secondo anno precedente deve essere assolto entro il 30 giugno, anche quando le ferie non siano state effettivamente fruite dal lavoratore interessato.

 

Pertanto, laddove il lavoratore non abbia fruito integralmente entro il 30 giugno 2018 del periodo ‘obbligatorio’ di ferie maturate nel corso dell’anno 2016, il datore di lavoro è comunque tenuto al versamento della contribuzione (che sarà calcolata sulla retribuzione spettante per il periodo residuo di ferie annuali relative al 2016 e non godute), sempre che, si ribadisce, la disciplina contrattuale collettiva non stabilisca un termine più ampio rispetto a quello previsto dal richiamato articolo 10 del D.Lgs. 8 aprile 2003, n. 66.

 

La contribuzione correlata al periodo di ferie non goduto entro il 30 Giugno 2018 è versata dal datore di lavoro unitamente alla contribuzione calcolata sulla retribuzione relativa al mese di Luglio 2018. Resta inteso che quando il lavoratore fruirà effettivamente del periodo di ferie in relazione al quale la contribuzione obbligatoria è già stata versata, il datore di lavoro potrà procedere al ‘recupero’ di quanto anticipatamente versato.

 

Quanto sopra non trova applicazione con riferimento alle ferie riconosciute in eccedenza rispetto al periodo di quattro settimane previsto dalla citata norma. Infatti, detto periodo non è soggetto ad alcune termine di fruizione e, a differenza del periodo di quattro settimane di cui all’articolo 10 del D.Lgs. 8 aprile 2003, n. 66, può essere monetizzato.

 

E’ appena il caso di precisare come la violazione delle disposizioni di cui al più volte citato articolo 10 del D.Lgs. 8 aprile 2003, n. 66 sia punito con l’irrogazione di una sanzione amministrativa compresa tra € 100,00 e € 600,00. Qualora la violazione coinvolga più di cinque lavoratori o si sia verificata in almeno due anni (anche in relazione ad un solo lavoratore), la sanzione è elevata nella misura compresa tra € 400,00 e € 1.500,00. Quando la violazione sia riferita a più di dieci lavoratori ovvero si sia verificata in almeno quattro anni (anche con riferimento ad un solo lavoratore), la sanzione è compresa tra € 800,00 e € 4.500,00 e non è ammesso il pagamento in misura ridotta.