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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Obbligo di versamento delle sanzioni previste per omissione contributiva nell’ipotesi di nullità del licenziamento
03
mag
2019

Con ordinanza 1 aprile 2019, n. 9025, la Corte di Cassazione ha confermato un consolidato orientamento reso a Sezioni Unite con sentenza 18 aprile 2014, n. 19665, secondo il quale la dichiarazione di inefficacia o nullità del licenziamento comporta l’obbligo per il datore di lavoro sia di ricostruzione della posizione contributiva del lavoratore che di versamento delle sanzioni civili di cui all’articolo 116, comma 8, lettera a) della Legge 23 dicembre 2000, n. 388.
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell’INPS contro la decisione pronunciata dal giudice di merito che ha ritenuto che il datore di lavoro non fosse tenuto al pagamento delle somme aggiuntive, ‘non potendo alcuna sanzione essere irrogata per il ritardato versamento della contribuzione adducendo l’efficacia retroattiva che esplica la reintegrazione in caso di licenziamento illegittimo, atteso che il rapporto assicurativo non è assistito dalla medesima fictio iuris che caratterizza il rapporto di lavoro’.
Nell’ipotesi in esame, il datore di lavoro è stato tenuto, oltre al versamento della contribuzione dovuta, anche al pagamento di una sanzione civile, in ragione d’anno, pari al tasso ufficiale di riferimento maggiorato di 5,5 punti. In ogni caso, la sanzione civile non può essere superiore al 40 per cento dell’importo dei contributi dovuti.