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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Privacy: Trattamento di dati personali contenuti in un curriculum vitae inviato spontaneamente dall’interessato
07
set
2018

Ai fini del trattamento dei dati contenuti in un curriculum vitae inviato spontaneamente da un candidato al fine di instaurare un rapporto di lavoro, il titolare del trattamento è tenuto a rendere un’informativa all’interessato fin dal primo contatto utile.

 

L’articolo 9, comma 1, lettera b) del D.Lgs. 10 agosto 2018, n. 101 ha introdotto l’articolo 111-bis del D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 (Codice) in materia di ‘informazione in caso di ricezione di curriculum’.

 

A decorrere dal 19 settembre 2018, data di entrata in vigore del D.Lgs. 10 agosto 2018, n. 101, le informazioni che il titolare del trattamento è tenuto a rendere ai sensi dell’articolo 13 del GDPR a colui il quale ha spontaneamente trasmesso il proprio curriculum vitae al fine di candidarsi per l’instaurazione di un rapporto di lavoro (di natura subordinata od autonoma) devono essere fornite al ‘primo contatto utile’ successivo all’invio del curriculum vitae stesso.

 

Tale disposizione ricalca il dettato di prossima abrogazione di cui articolo 13, comma 5-bis del Codice, ai sensi del quale il titolare del trattamento è tenuto a rendere un’informativa ‘breve’ (anche in forma orale) in occasione del primo contatto utile con l’interessato.

 

A far tempo dal 19 settembre 2018, il titolare del trattamento non potrà più ricorrere ad una forma ‘breve’ (semplificata) d’informativa da rendere all’interessato e, peraltro, il richiamato articolo 111-bis del Codice non fa alcun espresso riferimento alla possibilità che l’informativa possa essere resa in forma orale. Al riguardo, si attendono le opportune precisazioni del Garante per la protezione dei dati personali; in via prudenziale, si ritiene opportuno, almeno per il momento, che l’informativa sia trasmessa all’interessato in forma scritta non appena il titolare abbia dato inizio al trattamento dei dati contenuti nel curriculum vitae ricevuto.

 

Detta informativa deve essere trasmessa all’indirizzo di posta elettronica utilizzato dal candidato per inviare spontaneamente il proprio curriculum vitae ovvero al diverso recapito che l’interessato stesso ha eventualmente indicato.

 

Come stabilito dall’articolo 6, paragrafo 1, lettera b) del GDPR, il trattamento dei dati personali raccolti presso il candidato è lecito laddove sia limitato all’esecuzione di misure precontrattuali di cui il candidato stesso è parte.

 

L’articolo 111-bis del Codice, confermando quanto già stabilito dall’articolo 13, comma 5-bis del Codice stesso (e vigente sino al 18 settembre 2018), prevede altresì che il consenso dell’interessato al trattamento dei dati personali contenuti nel curriculum vitae non è dovuto quando questo sia stato trasmesso spontaneamente.

 

Con provvedimento del 19 luglio 2018 il Garante per la protezione dei dati personali ha prorogato la vigenza dell’Autorizzazione al trattamento dei dati sensibili nei rapporti di lavoro (ed applicabile anche ai candidati all’instaurazione di un rapporto di lavoro). L’articolo 21 del D.Lgs. 10 agosto 2018, n. 101 stabilisce che entro 90 giorni dall’entrata in vigore dello stesso il Garante i) verifichi la compatibilità della richiamata autorizzazione generale con le disposizioni del GDPR e ii) provveda, ove necessario, ad effettuare un opportuno aggiornamento dell’autorizzazione stessa in vista della sua definitiva adozione (a conclusione del procedimento di consultazione pubblica).

 

E’ ragionevole ritenere che l’articolo 111-bis del Codice trovi applicazione anche nelle ipotesi in cui la trasmissione spontanea del curriculum vitae miri all’attivazione di un tirocinio formativo.