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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Proroga della validità del modello ‘A1’ e indicazioni in tema di libera circolazione
28
apr
2020

Con messaggio 15 aprile 2020, n. 1633, l’INPS ha reso noto che, al fine di agevolare un’effettiva protezione previdenziale del lavoratore, i formulari ‘A1’ in scadenza nel periodo compreso tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020 devono intendersi validi - anche in carenza di un’espressa richiesta di deroga - sino al termine dello stato di emergenza (al momento stabilito sino al 31 luglio 2020) nel caso in cui il lavoratore sia costretto a rimanere nello Stato ospitante a causa delle limitazioni introdotte alla mobilità dagli Stati membri dell’Unione europea.

 

È altresì opportuno precisare che nell’ipotesi in cui il lavoratore presti la propria attività in due o più Stati, la legislazione applicabile in materia di sicurezza sociale è determinata sulla base della ‘attività prevalente’. Peraltro, in via ordinaria, le prestazioni previdenziali e assistenziali competono a condizione che il lavoratore presti la propria attività di lavoro nell’ambito territoriale dello Stato ospitante per almeno il 25% dell’attività comoplessivamente svolta.

 

 

Poiché le restrizioni imposte alla libera circolazione possono aver determinato un’alterazione dei parametri di valutazione dell’attività prevalente, il modello ‘A1’ in possesso del lavoratore sarà ritenuto valido ai fini della spettanza delle provvidenze previdenziali e assistneziali a prescindere dall’anzidetta misura percentuale.

 

Per quanto concerne la libera circolazione dei lavoratori durante la fase emergenziale, il ripristino dei controlli alle frontiere ha richiesto un coordinamento tra gli Stati, i cui criteri essenziali sono contenuti nella comunicazione 2020/C102/03 del 30 marzo 2020 della Comissione europea. In particolare, ai lavoratori i) transfrontalieri, ii) distaccati e iii) stagionali è garantita la libera circolazione, quando esercitino professioni ‘critiche’ (a mero titolo esemplificativo, il riferimento è volto agli specialisti della salute, agli addetti all’assistenza alle perosne nei servizi sanitari, agli specialisti delel tecnologie dell’informazione e della comunicazione, alle professioni nei sevizi di sicurezza, custodia e vigilanza, agli operai specilizzati delle lavorazioni alimentari e assimilati nonché agli addetti alla manutenzione di tale settore produttivo.

 

La Commissione ha esortato gli Stati membri perché:

-        le disposizioni previste da ciascuno Stato in materia di screening sanitario dei lavoratori transfrontalieri, distaccati e stagionali sia effettuato alle medesime condizioni previste per i cittadini esercitanti le medesime professioni;

-        consentano ai lavoratori di cui al punto precedente di continuare ad attraversare la frontiera per raggiungere il luogo di lavoro nell’ipotesi in cui l’attività del settore interessato sia consentita nello Stato ospitante stesso.