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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Riconoscimento di una festività religiosa – Profili discriminatori
08
mag
2019

Con sentenza 22 gennaio 2019 nella causa c-193/17, la Corte di Giustizia ha ritenuto discriminatoria la disposizione della legislazione austriaca in forza della quale è concesso un giorno festivo ai soli lavoratori appartenenti ad una specifica confessione religiosa (Chiese evangeliche di confessione augustana e di confessione elvetica, della Chiesa vetero-cattolica e della Chiesa evangelica metodista); è altresì stabilito che l’attività di lavoro svolta da detti lavoratori in concomitanza di tale giorno festivo dà diritto ad una retribuzione supplementare.

 

Dunque, dal descritto trattamento normativo ed economico sono esclusi i lavoratori non aderenti alle menzionate Confessioni.

 

Come anticipato, la Corte ha giudicato la differenza di trattamento fondata su tale disposizione come discriminatoria per motivi religiosi, poiché riserva un trattamento meno favorevole ai lavoratori non appartenenti a tale professione religiosa.

 

Trattasi di una forma di discriminazione diretta fondata sulla religione, in contrasto con il principio in forza del quale l’istituzione nel calendario civile di festività religiose non giustifica trattamenti (normativi e retributivi) discriminatori  dei lavoratori di un’impresa privata.

 

La Corte ha altresì concluso che ‘l’articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea deve essere interpretato nel senso che, finché lo Stato membro interessato non abbia modificato, al fine di ripristinare la parità di trattamento, la propria normativa che concede il diritto a un giorno festivo il Venerdì santo solo ai lavoratori membri di talune chiese cristiane, un datore di lavoro privato soggetto a detta normativa ha l’obbligo di accordare anche agli altri suoi lavoratori il diritto ad un giorno festivo il Venerdì santo, purché questi ultimi abbiano chiesto in anticipo a detto datore di lavoro di non dover lavorare quel giorno e, di conseguenza, di riconoscere a tali lavoratori il diritto ad un’indennità complementare alla retribuzione percepita per le prestazioni svolte in tale giorno, quando detto datore di lavoro non abbia accolto siffatta richiesta’.