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POSTATO DA Arlati Ghislandi
Rischi organizzativi e la tutela assicurativa
03
giu
2020

È riconosciuta la tutela assicurativa anche ai rischi specifici impropri che non sono insiti nella prestazione lavorativa, ma direttamente collegati alla stessa, quali, a titolo esemplificativo, le comprovate malattie professionali riconducibili allo stress lavoro correlato.

 

Ai fini dell’obbligo dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali rilevano sia il rischio specifico proprio della lavorazione che il rischio specifico improprio; quest’ultimo non è strettamente insito nell’atto materiale della prestazione, ma ciò nonostante è collegato alla prestazione stessa.

Fra i rischi impropri riconosciuti si annoverano, a titolo esemplificativo:

-        l’infortunio in itinere per il quale non ha appunto rilievo alcuno l’entità professionale del rischio ovvero la specifica attività lavorativa svolta dal lavoratore infortunato ma il rischio generico – quello della strada – alla quale soggiace ogni lavoratore (articolo 12 del D.Lgs. 23 febbraio 2000, n. 38);

-        il rischio ambientale, riferito alla pericolosità determinata dall’ambiente di lavoro.

 

In particolare, rientra nell’ambito dell’assicurazione obbligatoria - ed è riconosciuto quale malattia professionale - lo stato di malattia determinato dallo stress da lavoro correlato in ragione di disfunzioni organizzative dell’impresa, a condizione che il lavoratore a condizione che questi ne provi l’origine professionale (articolo 10, comma 4 del D.Lgs. 23 febbraio 2000, n. 38).

Pertanto, devono ritenersi indennizzabili le malattie di natura fisica o psichica la cui origine sia riconducibile al rischio del lavoro, sia che questo riguardi la lavorazione, sia che afferisca all’organizzazione del lavoro e alle modalità della sua esplicazione (in tal senso, vedasi altresì quanto stabilito a fini preventivi dall’articolo 28, comma 1 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, per effetto del quale la valutazione dei rischi ‘deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato’).

 

Alla luce di quanto sopra, ogni forma di tecnopatia causata dall’attività lavorativa deve ritenersi indennizzabile dall’INAIL, anche se non compresa tra le malattie o i rischi tabellati, purché il lavoratore dimostri il nesso di causalità tra la lavorazione e la malattia (si intendono indennizzabili anche le malattie determinate da condotte vessatorie – mobbing – poste nel luogo di lavoro).

 

(Corte di Cassazione, ordinanza 5 marzo 2018, n. 5066)